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GIORNALI/ E alla fine Ruby "ispirò" la nuova riforma della giustizia

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Una volta divulgati, gli atti d’indagine cessano di avere una portata limitata al caso specifico e assumono un ambito di riferimento potenzialmente illimitato, coincidente con l’opinione pubblica nel suo complesso; anche il relativo contenuto, di conseguenza, si presta a una pari evoluzione interpretativa. Privato del naturale ambito processuale, il contenuto istruttorio diviene suscettibile di nuove e diverse letture a seconda del contesto preso in considerazione. Il giudizio di rilevanza sui fatti sottoposti al processo, per tale via, viene ad assumere una differente e indebita connotazione, interessando non più solo l’originario piano della responsabilità penale, bensì, a seconda dei casi, anche quelli della responsabilità etica, deontologica e, nel caso di comportamenti politicamente significativi, della responsabilità politica. Così che, in definitiva, i medesimi fatti possono essere intesi al contempo come penalmente irrilevanti e come politicamente rilevanti.

 

Si tratta di un’eterogenesi dei fini che stravolge e corrompe la natura dell’indagine penale. Questa assume in via di fatto una duplice e concorrente funzione, nel senso che a quella propria e procedimentale se ne aggiunge un’altra, impropria ed extraprocedimentale, tale da provocare effetti rilevanti soprattutto sul piano della responsabilità politica. Oltre ad assolvere la tradizionale funzione, tesa ad accertare la responsabilità giuridica e a comminare l’eventuale sanzione penale, l’azione penale riveste così un’ulteriore e concorrente funzione materiale, diretta ad accertare la responsabilità politica e a comminare l’eventuale relativa sanzione, potenzialmente capace di destabilizzare il rapporto governanti-governati.

 

Anche la notitia criminis, di conseguenza, assume una connotazione più fluida e funzionale. Essa viene ora a configurarsi in senso strumentale e politicamente significativo, rappresentando la condizione imprescindibile per ottenere (e divulgare) informazioni d’interesse politico diversamente inaccessibili; appare come l’occasione (fortuita e propizia) indispensabile per acquisire (e diffondere) notizie, conseguibili solamente tramite il massiccio dispiego di strumenti conoscitivi e tecnologici inibiti ai privati.

 

Solo in presenza della notizia di reato, infatti, è possibile attivare ingenti apparati di polizia giudiziaria e intraprendere penetranti e radicali indagini a tutto campo, da formalizzare in appositi documenti processuali suscettibili di (verosimile, se non inevitabile) divulgazione in forma generalizzata e integrale. Il tutto - ancora una volta - indipendentemente dal vincolo del segreto investigativo e dalla congruenza dei fatti raccolti con quelli oggetto del giudizio. La produzione e diffusione dei documenti istruttori, del resto, anche se eventualmente non congruente, smisurata e irrilevante al fine dell’accertamento della responsabilità penale, è pur sempre utile e significativa al fine dell’accertamento della responsabilità politica.



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COMMENTI
04/03/2011 - analisi (Stefano Gianni)

non avrei potuto esprimere meglio il mio pensiero