BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Il fenomeno Houellebecq, profeta di un mondo disperato orfano della vita eterna

Pubblicazione:

Michel Houellebecq (Ansa)  Michel Houellebecq (Ansa)

C’è ancora qualcuno che non sia choccato dai libri di Houellebecq? Esattamente come il bimbo che grida “il re è nudo”, Houellebecq sconvolge attraverso il suo talento profetico, denunciando un mondo depressivo che non si vuol vedere. Con un umorismo travolgente, parla del male che divora l’uomo moderno. Cerca il senso della vita partendo dalla realtà che osserva, seziona, smembra, stritola. Sottolinea, con un’ironia autobiografica, il vuoto esistenziale dell’uomo, perso in una  ricerca che risulta impossibile perché la società gli rimanda solo sofferenza, solitudine e acidità.

 

Questa società spinge l’uomo al peccato della disperazione, che per Houellebecq consiste nel tagliarsi fuori da ogni contatto umano, affettuoso e vivo. Tutti i suoi personaggi soffrono di questo peccato, tipicamente “houellebecqiano”, e che li rendi insopportabili. Lui parla del mondo come gli appare, facendo un’analisi terribile di questa società contemporanea che manca di amore e spinge l’uomo a diventare un semplice ingranaggio in una società meccanizzata. Trova che “non si piange più abbastanza oggi giorno, mentre  piangere fa bene alla salute”.

 

Nel suo percorso letterario, i temi e il tono non cambiano: con insolenza, ironia, umorismo e ambiguità, descrive la disperazione urbana e abbraccia tutti i grandi problemi dei nostri tempi, come la scienza e le conseguenze sociali della deriva della sessualità, dell’invecchiamento e della riproduzione, ma anche la sterilità del sesso occasionale e del divertimento, il vuoto della vita post-industriale. La potenza della sua scrittura sta in uno stile particolare, basato sulla descrizione fredda, scientifica, intransigente e radicale dell’uomo mediocre, l’anti-eroe, l’uomo vittima di questo mondo depressivo, il tutto sostenuto dal suo caratteristico umorismo. “Un poeta morto non scrive più. Da qui l’importanza di restare vivi”).

 

Nei suoi primi libri Houellebecq ha stupito per il suo approccio al tema del sesso, affrontato in modo diretto e crudo. In realtà una rilettura più meditata fa capire che per lui è un modo per de-sacralizzare la sessualità moderna, concepita come oggetto di banale consumazione, vissuta come un diritto democratico e quindi messa a disposizione sul mercato. Umorismo immediato tipicamente suo, perché per Houellebecq, invece, nel sesso avviene una ricerca del riconoscimento umano, la ricerca di una vita comunitaria, di un’appartenenza, il desiderio della ricerca del senso della vita attraverso l’atto massimo di tutte le emozioni affettive.



  PAG. SUCC. >