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150 ANNI/ Perché la sinistra vuole prendersi il Risorgimento?

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Ha ragione lo studioso George Mosse quando ricorda che i miti non si possono creare, sono sedimentati, pre-esistono nei popoli e i leder politici o le circostanze li "attivano". Il Risorgimento italiano e patriottico (un po' come l'Altare della Patria a Roma) viene "attivato" da Mussolini e dal Fascismo in modo indelebile ed è impossibile prescindere da questa "attivazione", recuperandone lo spirito originale, come avrebbe voluto, anche nobilmente, ad esempio Carlo Azeglio Ciampi. E' vero piuttosto (ma qui il discorso si fa molto complesso e molto inesplorato dalla storiografia) che esiste un altro "mito" del Risorgimento italiano, quello cattolico del primo Pio IX del 1848, di Antonio Rosmini, di Alessandro Manzoni, del federalista Vincenzo Gioberti, per certi versi anche di Giuseppe Verdi, quello dei Lombardi alla prima crociata, più popolare e forse più tradito... Se fossi uno storico, con tempo ed energia, mi dedicherei a questo Risorgimento incompiuto e alla sua mancata realizzazione.  

 

Proprio qui, su questo sito, un arguto articolo di Massimo Borghesi ha sostenuto la tesi (riprendendo anche il lavoro di Banti) che va criticata una nuova retorica della Patria e che in certo senso solo la Chiesa cattolica può offrire un significato alla celebrazione del 150esimo. La storia è sempre ironica ed è precisamente corretto ritenere che gli sconfitti del Risorgimento, la Chiesa e i cafoni meridionali, siano oggi, per ragioni diverse, i più convinti sostenitori delle celebrazioni dell'Unità. I vinti di ieri hanno oggi forti motivazioni per sentirsi italiani.

Ma al di là dell'ironica eleganza dei destini storici, c'è una questione da affrontare, molto sentita soprattutto fra i giovani: che cosa oggi tiene unita una comunità, nel tempo della giusta contaminazione fra i popoli, della globalizzazione di mercati e uomini? E' giusto voler essere Paese e che cosa ci qualifica come tale, non chiudendoci ma aprendoci al mondo? Se il 150esimo servisse a riaprire un dibattito su questo sarebbe una gran bella festa.



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COMMENTI
07/03/2011 - Benigni piacevole, a patto di... (attilio sangiani)

Benigni è certamente una attore-regista superlativo (anche nei compensi pretesi..). Mi potrebbe piacere, a patto di dimenticare completamente la verità storica. L'inno di Mameli/Novaro non invoca il Dio della Pace, ma il dio pagano della guerra; il Signore, che invoca, non è Gesù Cristo, ma il "Principe di questo mondo", padre della menzogna ed omicida; i bimbi d'Italia erano già vestiti della "camicia nera". Infatti persino Togliatti (e non solo Augusto Del Noce) si era accorto che il fascismo era il completamento, la naturale prosecuzione del "Risorgimento". L'Italia già c'era come unità di popolo, "uno di lingua e d'altare", ma è stata devastata dalla unificazione violenta attuata come conquista militare da parte del regno di Sardegna, con l'aiuto delle "arti amorose" della cugina di C.B. conte di Cavour, del denaro delle logge massoniche anglosassoni (tre milioni di franchi-oro)con i quali Garibaldi ha comprato i vertici dell'esercito borbonico, per distruggere il centro del cattolicesimo. Si potrebbe continuare, accusando il centralismo "alla francese" che ha mortificato le autonomie, che hanno fatto grande l'Italia. Altro che "Stato moderno". Ciò che più mi rattrista è la ingenuità (e l'ignoranza della verità storica) anche di tanti cattolici, più che la malafede degli avversari, scontata...

 
07/03/2011 - Ma scusi... (Dino Steccazzini)

Garibaldi non era il simbolo dei partiti di sinistra alle prime elezioni repubblicane? e Mazzini non ha fondato, oltre alla Giovine Italia, la Giovine Europa? Il Risorgimento è stato un movimento che sicuramente ha avuto successo grazie alle volontà di una minoranza illuminata italiana, che ha saputo sfruttare il periodo storico di crisi degli stati nazionali europei, ma ha anche, nei limiti culturalid ell'epoca, permesso al paese italia di progredire verso una nazione unitaria, costruita in modo moderno. Non a caso, uno dei baluardi dei primi governi risorgimentali fu lo sviluppo delle scuole. E questo è stato un risultato..direi rivoluzionario. Al giorno d'oggi, la sinistra occupa il vuoto lasciato dalla destra sull'argomento Risorgimento, destra che è vittima di una storiografia leghista allergica all'Unità d'Italia, e di un senso di Stato sempre più debole.