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COMUNISMO/ Plattenbau ovvero quando l’ideologia vive in condominio

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Appartamenti uguali per cittadini uguali nella vecchia DDR  Appartamenti uguali per cittadini uguali nella vecchia DDR

I primi edifici “a pannelli” furono introdotti alla metà degli anni ’50 (Berlino, Hoyerswerda), ma è solo dall’inizio degli anni ’70 che nuovi quartieri o intere città (Halle-Neustadt) furono costruiti quasi esclusivamente con i prefabbricati innescando un movimento centrifugo verso i nuovi quartieri-dormitorio. Anche i proprietari delle vecchie case private ancora agibili, a causa della pianificazione economica, si trovarono impossibilitati a reperire materiali per ristrutturarle e operai in grado di farlo, perciò furono spinti a vendere gli edifici allo Stato non appena veniva loro offerto un appartamento in affitto.

 

Fino all’89 furono costruite quasi due milioni di queste “cassette postali per proletari”, che comunque erano dotate di riscaldamento centrale, acqua corrente, servizi igienici, e rappresentavano un notevole passo avanti per quanti non erano riusciti a scappare all’ovest. Superato il problema dell’orientamento (via e numero) e sotto gli sguardi dei curiosi, l’ingresso nel nuovo alloggio era una piccola festa. Una famiglia di quattro persone aveva diritto a un appartamento di 67 mq, conquistato dopo anni di attesa e lunghe lotte con la burocrazia. L’affitto era irrisorio, sovvenzionato dallo Stato. La manutenzione, altrettanto irrisoria (spifferi, ascensori mal funzionanti, balconi pericolanti).

 

La cultura del prefabbricato favorì la nascita di nuovi giochi (Il re del condominio) e fu stimolo per il cinema (Panel story della cecoslovacca Chytilova) e per la musica leggera, come il tormentone Su e giù per le scale dello slovacco R. Müller.

 

Dopo l’89 le nuove democrazie si son trovate a decidere cosa fare di questi falansteri: alcuni sono stati demoliti, altri ristrutturati sia all’esterno che all’interno, ora alleggeriti con tinte pastello, ora ravvivati con colori da riviera romagnola; in alcuni casi sono diventati zone di forti contrasti sociali, o ricoveri di immigrati in cerca di una sistemazione.

 

Ancor oggi il turista che si reca nei quartieri orientali di Berlino può provare il brivido di vivere per qualche giorno in una “cassetta postale proletaria”: privati e agenzie mettono a disposizione appartamenti ristrutturati, con tutte le comodità. Al turista che volesse immergersi nell’atmosfera del passato e allo stesso tempo trovare qualche idea fantasiosa per arredare il balcone, consiglieremmo invece un giro nel quartiere di Praga-Chodov (metro C).



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