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LETTURE/ Lewis, Berlicche e quel "falso" cristianesimo che ama la morale ma non la vita

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Clive Staples Lewis  Clive Staples Lewis

Lewis non concepisce il cristianesimo come castrazione della personalità ma come una sua esaltazione: “In fondo Egli è un edonista.Tutti quei digiuni, quelle vigilie, come i roghi e le croci, sono facciata. O soltanto come la spuma sul lido del mare. Laggiù in alto mare, nel Suo mare, c’è il piacere, e sempre maggior piacere. Ha riempito tutto il Suo mondo di piaceri. Vi sono cose che gli essere umani possono fare tutto il giorno senza che egli vi badi ne tanto ne poco: dormire, lavarsi, mangiare, bere, fare all’amore, giocare, pregare, lavorare. Ogni cosa deve essere distorta prima che ci serva in qualche modo”.
Per questo vale la pena di rispolverare questo libro, magari leggerlo, da soli, con onestà quasi da bambini. Perché si tratta di inno alla vita e al valore, alla dimensione di ogni piccolo gesto, con gli occhi di chi ha scritto che “incontrare Dio è la cosa più scomoda al mondo, perché egli sta costruendo una casa tutta diversa da quella che avevate in mente voi. Pensavate di costruire una casetta ammodo: ma Lui sta costruendo un palazzo. Intende venirci a vivere Lui stesso”. Buona lettura.



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COMMENTI
01/04/2011 - Uno scherzo molto gradito (luisella martin)

Proprio oggi leggo con molto interesse il bell'articolo scritto da un giovane che potrebbe essere mio nipote e che, di fatto, appare come mio maestro. Il libro di Lewis che mi aveva regalato un'amica mi aveva fatto venire il nervoso dopo poche righe, sicchè non l'avevo letto e l'avevo regalato, proprio per toglierlo di mezzo, ad un diacono che mi aveva parlato del diavolo...Convinta che per liberarsene, del diavolo appunto, fosse sufficiente non parlarne mai. Mi toccherà comprarlo, ora!