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LETTURE/ Da Solzeniczyn a Grossman, sono i "giusti" ad alimentare la speranza degli uomini

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Vasilij Grossman  Vasilij Grossman

Del resto, lo aveva già detto Hegel: l’Assoluto percorre la storia con passo pesante, calpestando i fiori sul sentiero. La piena separazione del Bene dal Male, il trionfo del Bene e lo schiacciamento del Male è il sogno antico del dualismo iranico, del messianismo ebraico, del millenarismo di Gioachino da Fiore, dell’utopismo cinque-secentesco, dell’hegelismo, del marxismo e del positivismo e, più recentemente, del neo-millenarismo biotecnologico. E’ la tensione ineliminabile del cuore dell’uomo all’Assoluto che, non sorvegliata, finisce per approdare a qualche specie di vitello d’oro. Rispetto a quelle suggestive e tragiche costruzioni teoriche, questo libro non offre un palazzo alternativo. Molti filosofi e pensatori politici lo hanno già fatto, Nissim cita per tutti Hannah Arendt.
Ma a me viene in mente Albert Camus, che nei primi anni ’60, poco prima di morire, invoca l’adozione di “un pensiero politico modesto, cioè liberato da ogni forma di messianismo e sgombro della nostalgia del paradiso terrestre”. Lo scritto di Nissim offre storie di personaggi come Moshe Bejski, artefice del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, Guelfo Zamboni, console generale d’Italia a Salonicco durante l’occupazione tedesca, Khaled Abdul Wahab, frequentatore di bordelli tunisini e salvatore di donne ebree, Zofia Kossak, polacca cattolica e antisemita, ma protettrice di ebrei, Vasilij Grossman, grande scrittore, ma anche silente all’epoca della ideazione staliniana del “complotto dei medici ebrei” contro l’URSS, Pavel Florenskij, che ha resistito a Stalin fino a morirne, il poeta Mandelstam, lo scrittore Solzenicyn, Vàclav Havel... Quali sono i pensieri che li accomunano? Dice Bejski, in un colloquio con Nissim, pochi mesi prima di morire in ospedale a Gerusalemme: “...non riusciremo mai a debellare dalla Storia il male che gli uomini commettono nei confronti di altri uomini”. Dopo Auschwitz, è arrivato altro. E sta ancora accadendo...



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