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LETTURE/ Da Solzeniczyn a Grossman, sono i "giusti" ad alimentare la speranza degli uomini

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Vasilij Grossman  Vasilij Grossman

Allora, dove sta il fondamento della speranza? La risposta: “possiamo sempre contare sull’opera degli uomini giusti, che in ogni epoca hanno il coraggio di affrontare il male e che ogni volta salvano il mondo”. Gli uomini giusti: non sono, quasi mai, degli eroi. Sono persone quotidiane, con il loro male e loro paure, a volte anche un po’ mascalzoni, possono essere persino antisemiti, fascisti, nazisti, stalinisti. Il bene non è sempre luminoso. Spesso abita una terra grigia. Eppure uomini e donne, cosiffatti, decidono di compiere verso un altro uomo un atto di “bontà insensata”, secondo la splendida definizione che ne dà Vasilij Grossman. Donde viene questa capacità di opporsi, di dire no? Viene da una teoria, da una filosofia del Bene, da una fede, da una teologia? Viene dal “cuore dell’uomo”. E questo quid incomprimibile, che tiene aperta la storia degli uomini, che dà la forza di “non partecipare personalmente alla menzogna”, come invitò a fare Solzenicyn, all’indomani del suo arresto; che fa apparire la solitudine del giusto come un luogo creativo di una rinnovata posizione di fronte al mondo, come scrive Jan Patocka, il filosofo cecoslovacco duramente perseguitato dal regime; che crea la “polis parallela”, come ha scritto V. Havel, che non ha pretese di avanguardia rivoluzionaria, ma che è rivoluzionaria.
Al fondo sta la fedeltà alla verità, il vivere la verità: “meglio essere in disaccordo con il mondo che con la propria coscienza”. Non è forse vero che “la verità vi renderà liberi”? Certo che anche qui sotto sta un’antropologia, un’idea del mondo, che è anche quella dell’Autore: disponiamo nel nostro cammino umano di un piccolo spazio, solo nostro, quello della nostra responsabilità e libertà. E’ un’antropologia del limite e della finitudine. E’ lo spazio dei nostri “giorni contati”. Qui la nostra libertà si incontra con il nostro destino. Il bello di questo libro è che queste verità profonde ed elementari non scaturiscono da un trattato di filosofia politica, ma da persone reali, da testimoni del nostro tempo. Perciò e’ un libro profondamente didattico ed educativo.



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