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IDEE/ Bonomi: da Berlusconi ai giudici, i nuovi "populismi" mettono a rischio il paese

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Immigrati vengono fatti sbarcare a Napoli (Ansa)  Immigrati vengono fatti sbarcare a Napoli (Ansa)

Anche la nostra identità è debole! E, aggiungerei, anch’essa sincreticamente definita: io e lei siamo lombardi, italiani, europei? L’identità di lombardi siamo sicuri che oggi sia così poi forte? E quella italiana? È la stessa dei nostri genitori? Quella europea, lasciamo stare. Volenti o no, siamo dentro un sincretismo di pluri-identità: la nostra e la loro. La vera forza starebbe nel riconoscimento di questo incontro.

E sul piano politico, quello che lei dice cosa implica per la nostra identità nazionale?

Questi 150 anni dovrebbero essere un momento vero di riflessione sulla debolezza degli Stati e dell’Europa, sulla nostra incapacità di costruire un nesso tra statualità e dimensione sovranazionale. È un enorme compito che va intrapreso subito.

Lei scrive nel suo libro che ci sono tre comportamenti collettivi individuabili sotto la «pelle» dello Stato: rancore, cura e operosità. Quale di queste tre «comunità» le sembra prevalere?

Il rancore è venuto avanti. Non c’è dubbio che questi grandi fenomeni producano incertezza e paura del futuro. Concepiamo la comunità come fatta solo ed esclusivamente da quelli che abitano. Perimetriamo il nostro spazio. Reagiamo alla sindrome da invasione con un meccanismo rancoroso e di esclusione dell’altro. Per fortuna però c’è anche tanta comunità di cura, capacità di accoglienza, fatta da volontari e strutture che si sono dedicate al rapporto con questa umanità dolente. Il problema è che non basta la contrapposizione della comunità di cura a quella del rancore. O siamo in grado di delineare una dimensione sociale e delle istituzioni che sia adeguata ai grandi cambiamenti, ad esempio al nostro spazio di rappresentazione nel Mediterraneo, perché è questa la sfida vera, o altrimenti siamo destinati ad essere travolti dai flussi che ci attraversano e che non saremo in grado di governare.

Se sotto la pelle dello Stato c’è quello che lei descrive, cos’è accaduto in superficie, dove opera la politica?



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