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150 ANNI/ Il Regno d’Italia un fallimento, meglio il 2 giugno

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La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano (Imagoeconomica)  La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano (Imagoeconomica)

E’ inutile nasconderlo o girarci intorno: una volta realizzata l’unificazione, l’esperienza dello Regno d’Italia è stata breve e fallimentare, causando alle popolazioni italiane una tragedia dopo l’altra: la fiscalità predatoria sulle fasce più basse della società (ad esempio la “tassa sul macinato”), la repressione nel sangue delle rivolte popolari (non solo la continuamente ricordata repressione del brigantaggio nel sud, ma episodi tipo la strage di Milano del 1898, per la quale il generale Bava Beccaris ottenne riconoscimenti e un seggio al senato del Regno per aver cannoneggiato la folla), l’emigrazione ininterrotta di milioni di italiani che fuggivano come mai prima da una miseria che appariva crescente e senza speranza, il macello della prima guerra mondiale, la dittatura fascista e, infine, una nuova terribile guerra che portò eserciti stranieri a invadere il Paese regione per regione, città per città, da sud a nord, cosa che, in quelle proporzioni, non accadeva dalle guerre d’Italia del XVI secolo. A coronamento di questo sfacelo, l’infamia dell’8 settembre 1943.

La Repubblica che nacque dalle urne del referendum del 2 giugno 1946 è l’inizio di un’altra storia, “altra” non soltanto da un punto di vista istituzionale. Una storia che portò alla guida del Paese sessantacinque anni fa le rappresentanze delle forze popolari, cattoliche e socialiste, fino a quel momento escluse, prima da leggi elettorali penalizzanti e poi dall’avvento della dittatura. Nel 1946 prese avvio la storia di una Repubblica che, pur tra tanti errori, crisi e incapacità, è stata decisamente migliore di quella del Regno unificatore che l’ha preceduta.

Dopo aver superato tanto dolore e sacrifici, sarebbe stato assurdo non ricordare come singoli e come collettività il momento in cui l’Italia è stata unificata e iniziò a divenire non più solo una “espressione geografica”, come sosteneva l’austriaco Metternich. Tuttavia, sopra tutte le memorie del passato, non dimentichiamoci di attribuire pari dignità - e in chiave non meno unitaria - alla festa del 2 giugno.

(Francesco Vignaroli)

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COMMENTI
21/04/2011 - 4 novembre 1918 (francesco taddei)

Comunque la vera festa di unità nazionale è il 4 novembre, giorno dell'annessione di Trieste all'Italia. Regno, repubblica o altro per me sempre popolo italiano è.