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ARTE/ La Pietà Rondanini e i disegni che svelano l’ultima preghiera di Michelangelo

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Cristo Crocifisso con la Madonna e San Giovanni, Londra, British Museum, inv. 1895-915-509 C 417.  Cristo Crocifisso con la Madonna e San Giovanni, Londra, British Museum, inv. 1895-915-509 C 417.

In quell’espressione “atacata insieme” c’è il senso di quello che Michelangelo cercava: annullare ogni distanza tra Maria e Gesù deposto dalla Croce. Non è più la madre che regge il corpo del Figlio, come era accaduto nella celebre Pietà, realizzata da Michelangelo giovane per San Pietro. Ma è la madre che si “ataca” al corpo del figlio, come alla verità del proprio destino. Guardando questo capolavoro tutto verticale, quasi affusolato nel marmo, davvero si resta nell’incertezza riguardo “a chi regga chi”. È la madre che sostiene Cristo, o viceversa è lei che si appoggia sulle sue spalle?
Impossibile rispondere, perché Michelangelo va oltre la rappresentazione pur commossa di un momento chiave della storia di Gesù. Michelangelo s’addentra personalmente nel mistero e se ne lascia guidare.  Ci si accorge di questo, osservando gli stupefacenti disegni esposti. In molti di questi Michelangelo sembra lavorare con una mano oscillante, quasi turbata. Il segno vibra sulla carta, si condensa in forme vive, affonda, pulsa. Le figure sono corpi in forma d’anima, la cui consistenza è tutta nel rapporto con un’altra presenza: figure protese verso il proprio destino, che coincide con la braccia aperte di Cristo sulla Croce (in un sonetto Michelangelo scriveva: «l’anima volta a quell’amor divino c’aperse a prendere noi, in croce le braccia»).
Per questo abbiamo l’impressione di non avere davanti agli occhi un’immagine fissa, ma un’immagine colta nel suo continuo accadere. Non più solo sculture, non più solo disegni, ma qualcosa d’altro. Testimonianze impressionanti di un’esperienza umana. Dove “impressionante”, significa che quest’esperienza si è letteralmente “impressa” sulla carta o nella pietra. Forse la definizione più esatta è quella di preghiera. Queste opere sono preghiere di un genio al suo e nostro Signore.



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