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PASQUA/ Sotoo (Sagrada Familia): la Resurrezione può "ricostruire" il mio Giappone

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Giappone, una famiglia di sfollati (Ansa)  Giappone, una famiglia di sfollati (Ansa)

«Lo tsunami non è stato una punizione della natura né tantomeno di Dio, ma l’occasione di un nuovo inizio per tutti i giapponesi. Mai come in queste settimane il Paese ha dimostrato di essere sereno e pieno di speranza, e di avvertire la presenza di Dio. La resurrezione di Cristo è l’inizio della più grande speranza e anche il mio popolo, che non è cristiano, in questi giorni si sta comportando come se lo fosse». Ad affermarlo è Etsuro Sotoo, lo scultore giapponese che sta completando la Sagrada Familia a Barcellona. Convertitosi al cattolicesimo dopo l’incontro con il capolavoro di Antoni Gaudì, Sotoo racconta come il suo popolo si appresta a vivere la Pasqua dopo il terremoto di magnitudo 9.0 e lo tsunami che è seguito.

Maestro Sotoo, come vivrà la Pasqua il suo Paese colpito dal terremoto?

Ci sono migliaia di cittadini che, oltre al dolore per la perdita di tante persone care, in questo momento sono ammassate in «campi di concentramento» dove non hanno alcuna intimità e neppure la possibilità di farsi una doccia. Il mio Paese si sta quindi sforzando di risolvere questa problematica e trovare una soluzione per queste famiglie. Ma tra i drammi che sta vivendo il Giappone, c’è anche quello di centinaia di uomini che si trovano alla centrale di Fukushima e che stanno lottando e sacrificando la loro vita per salvare tutta la nazione e il mondo intero. Gente che ha famiglia, e che accetta quel rischio proprio per il desiderio di salvare le mogli e i figli.

Che speranza può portare la Pasqua al Giappone, che non è un Paese cristiano e spesso non crede neppure in Dio?

La Resurrezione di Cristo è l’inizio della più grande speranza, e il Giappone è un Paese sereno ed educato che vive nella speranza. Noi abbiamo fiducia nel futuro e abbiamo il bisogno di comunicare questa speranza al mondo. In un momento catastrofico come quello attuale, sembra che non ci sia speranza, ma noi la speranza la viviamo perché altrimenti non potremmo comportarci come stiamo facendo adesso. I giapponesi quindi non sono cristiani, ma spesso agiscono come se lo fossero.

Lo tsunami può essere considerato come un avvertimento agli uomini da parte della natura o addirittura di Dio?



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