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PASQUA/ Sotoo (Sagrada Familia): la Resurrezione può "ricostruire" il mio Giappone

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Giappone, una famiglia di sfollati (Ansa)  Giappone, una famiglia di sfollati (Ansa)

No. Piuttosto, è l’occasione di un nuovo inizio, perché col tempo noi ci distraiamo e ci occupiamo delle piccole cose, ma perdiamo di vista le cose essenziali. Quando succedono invece avvenimenti come lo tsunami, noi riusciamo a capire che cosa è veramente importante e cosa non lo è. Quando infatti va tutto bene, invece di guardare alle cose grandi che Dio ci ha dato, ci occupiamo delle piccole cose che fanno gli uomini. Come dice il Vangelo di Matteo, bisogna dare agli uomini quello che è degli uomini e a Dio quello che è di Dio.

Per chi crede, sorge però spontanea la domanda se Cristo fosse presente anche durante il terremoto…

Personalmente, proprio nei momenti successivi al terremoto Cristo era quanto di più necessario esisteva per vivere, perché in quei momenti l’unica cosa che potevo fare, l’unica cosa ragionevole era aggrapparmi a Dio.

Ma in che modo questa presenza diventava oggettiva?

Chi crede può arrivare a dire grazie a Dio perché comunque in quel disastro sono successi anche dei miracoli. Per esempio c’è un Paese che è stato investito in pieno dallo tsunami, ma tutti i miei amici che si trovavano lì si sono salvati.

C’è qualche altro fatto che l’ha colpita?

Sì, per esempio due anziani, marito e moglie, che avevano perso i familiari e tutti i loro averi, e che invece di maledire ringraziavano Dio per il fatto di essere in vita. O vedere persone che erano grate perché, dopo tre giorni che non mangiavano, riuscivano ad avere un po’ di riso. Come pure i pescatori e i contadini delle aree colpite, che pensavano che in vita loro non avrebbero mai avuto alcun contatto con il resto del mondo, e invece si rendono conto dell’attenzione che i Paesi stranieri hanno verso di loro, e di questo sono grati.

La maggior parte dei giapponesi crede ancora in Dio?

Mai come in queste settimane tutto il Giappone sta percependo la presenza di Dio. Finora, proprio per la nostra ricchezza, i giovani potevano vivere senza nessun tipo di riferimento, volevano godersi la vita senza nessun legame e senza sposarsi. Invece adesso quello che sta succedendo è che molti si vogliono sposare. Non per una teoria, ma perché si accorgono che il loro cuore ha bisogno di una comunione e che non possono vivere da soli. Noi siamo imperfetti e attraverso questi fatti così dolorosi riusciamo a capire qual è l’essenza dell’uomo. Le cattedrali resistono per millenni, ma un terremoto può distruggere tutto in un secondo.

Che cosa possiamo imparare da questo fatto?



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