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IL CASO/ Bill, Arianna e il futuro del giornalismo

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Quale futuro per i giornali?  Quale futuro per i giornali?

Sull’altro fronte, in casa Huffington, mentre si consumava il duello con Keller sono venuti al pettine altri nodi, stavolta direttamente legati al mondo della rete. Huffington Post è stato per anni un laboratorio dove i blogger di sinistra hanno potuto liberamente scatenarsi, scrivendo senza ricevere alcun compenso ma ottenendo, in cambio, enorme visibilità. Adesso che Arianna Huffington è sbarcata in casa Aol ed è divenuta la responsabile di un colosso dell’informazione, molti dei suoi autori si sono ribellati. Guidati da Jonathan Tasini, blogger a sua volta con vocazione di sindacalista, hanno lanciato una class action contro la Huffington chiedendo di venir compensati con 100 milioni di dollari: un terzo del valore dell’operazione di fusione con Aol. E nei confronti della donna che li ha creati e lanciati sono stati durissimi. “Huffington Post - ha detto Tasini in un’intervista a Forbes - ha trasformato i suoi bloggers in schiavi moderni che lavorano nella piantagione di Arianna”. I ribelli hanno preannunciato che ricorreranno alla vecchia arma dei picchetti contro la manager, andando a presidiarne la casa newyorchese e trasformando la sua vita, nelle parole di Tasini, “in un inferno vivente”.
Bill contro Arianna, Arianna contro Bill, la blogosfera contro entrambi: scene dalla frontiera dell’informazione digitale, un Wild West americano che merita di essere prese sul serio. Perché l’esito di questi scontri avrà un peso importante sulle modalità con cui, in futuro, ciascuno di noi si informerà sugli eventi del mondo.



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