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LETTURE/ "Franny e Zooey" di Salinger, quel capolavoro fragile come la nostra umanità

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Jerome David Salinger (Ansa)  Jerome David Salinger (Ansa)

Qualche amante di gialli potrebbe dire che è un libro un po’ religioso, quasi misticheggiante. Niente di più sbagliato, lo stesso Salinger dirà a proposito di questo scritto: “credo di sapere quale sia la differenza tra una storia mistica e una storia d’amore. Le storie che metto in circolazione non sono né mistiche, né religiosamente mistificatrici. Io sostengo che si tratta di pure e complicate storie d’amore, d’un amore multiplo e complesso”.
Se avrete la fortuna di tenere fra le mani questo capolavoro non stringetelo troppo perché è fatto di cristallo, fragilissimo, quasi teatro che necessita della completa attenzione, seguite Zooey che si rade la barba davanti allo specchio appannato, la mamma seduta, appesantita che lo ammira fumando una sigaretta dopo l’altra, ma che ripaga lasciandovi quel senso di inquietudine che in tanta letteratura contemporanea è stata messo da parte e che Salinger, in questo libro attraverso sprazzi di vita familiare e quotidiana, è maestro nel far emergere, senza fare troppo baccano. Buona lettura.



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COMMENTI
04/05/2011 - SALINGER NON è SOLO HOLDEN (Silvia Magherini)

Sarà perchè il mio incontro con Salinger è iniziato con un libro venduto dai Remainders a due lire, i Nove Racconti (rimasto il migliore nel mio cuore) ma io ho sempre preferito la saga della famiglia Glass ad Holden. A 20 anni poi mi era molto più facile identificarmi con Franny che con lui. Trovo bellissima la definizione di "capolavoro fragile come la nostra umanità" di questo libro che contiene anche uno dei miei aforismi preferiti che suona più o meno così: nessuno che si serva del suo proprio ego avrà bisogno di uno stramaledetto hobby.