BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Flannery O’Connor e il conto salato della realtà

Pubblicazione:

Flannery O'Connor (1925-1964)  Flannery O'Connor (1925-1964)

C’era una volta un ragazza della Georgia del sud che abitava in una casa di mattoni rossi circondata da pavoni e ogni sorta di volatile pennuto. Questa ragazza che cuciva maglioni colorati per i suoi polli si chiamava Mary Flannery O’Connor e sarebbe stata la più grande scrittrice cattolica del secondo Novecento. Stroncata a trentanove anni dal lupus, riscoperta da una parte della critica nell’ultimo decennio.
È sempre stata un personaggio difficile da accettare per la sua radicalità nell’essere cattolica, e nel descrivere l’esperienza dello scrivere. Dirà in una conferenza tenuta ad universitari: «Ci si lamenta sempre che il romanziere moderno non nutre speranze e che il mondo da lui dipinto è insopportabile. L’unica risposta è che chi non nutre speranze non scrive romanzi. Scrivere un romanzo è un’esperienza terribile, durante la quale spesso cadono i capelli e i denti si guastano. Mi manda sempre in bestia chi insinua che lo scrivere narrativa sia una fuga dalla realtà. È invece un tuffo nella realtà ed è davvero traumatizzante per l’organismo. Chi è senza speranza non solo non scrive romanzi, ma, quel che più conta, non ne legge. Non ferma a lungo lo sguardo su nulla, perché gliene manca il coraggio. La via per la disperazione è rifiutare ogni tipo di esperienza, e il romanzo è senz’altro un modo di fare esperienza».
Nella stessa lezione dirà allora che cosa è lo scrivere: «I Manichei separavano spirito e materia. Per loro tutte le cose materiali erano male. Ricercavano lo spirito puro e tentavano di avvicinare l’infinito direttamente, senza alcuna mediazione della materia. Questo è quanto mai lo spirito moderno, e per la sensibilità che ne è contagiata, è difficile se non impossibile scrivere narrativa, poiché la narrativa è più che mai un’arte incarnatoria».
Che cosa è questa incarnazione? Emerge prepotentemente nel racconto Un brav’uomo è difficile da trovare. È la storia di una normalissima famiglia che durante una gita domenicale in Florida viene assassinata dal Balordo criminale da poco evaso dalla prigione. La Nonna è il fulcro su cui ruota la sorte della famiglia, è lei che spinge per imboccare la piccola strada inghiaiata ed è sempre lei che porta il gatto causa dell’incidente e della morte di tutta la famiglia.



  PAG. SUCC. >