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LETTURE/ Flannery O’Connor e il conto salato della realtà

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Flannery O'Connor (1925-1964)  Flannery O'Connor (1925-1964)

I personaggi sono tutti messi di fronte alla morte in modo inaspettato, quasi grottesco. Rispondendo a questa accusa l’autrice dirà che invece che grottesco è semplicemente letterale, letterale come può essere il disegno di un bambino. Questa è la forza delle brevi storie raccontate dalla O’Connor: la semplicità con cui viene trasmessa la realtà, la facilità con cui viene messo in mostra il male, senza nessun problema morale  o esagerazione. Ed è attraverso questo schianto che i personaggi vengono preparati alla grazia: per Parker era l’incidente contro un albero e la rischiata incenerizione, qui è la pistola puntata alla tempiaHanno la testa così dura che non c’è quasi altro sistema. L’idea che la realtà sia qualcosa alla quale dobbiamo essere ricondotti a caro prezzo è di rado compresa dal lettore superficiale, ma è un’idea implicita nella visione cristiana del mondo».
In questo caso la grazia emerge nel dialogo finale una volta che il Balordo e la Nonna rimangono soli, si sentono in lontananza due spari e le grida dei due nipotini. E la radicale posizione dei due personaggi: «“Gesù” gridò la nonna. “Lei ha buon sangue! Io so che non ucciderebbe mai una signora!... Le darò tutti i soldi che ho!” “Signora” sospirò il Balordo, “non c’è mai stato un morto che abbia dato la mancia al becchino”. “Gesù è stato l’unico a resuscitare i morti”, riprese il Balordo. “E non avrebbe dovuto farlo. Ha mandato tutto a gambe all’aria. Se ha fatto quello che ha detto, allora non ci resta che gettare tutto e seguirlo; se non l’ha fatto, allora non ci resta che goderci meglio che possiamo i pochi minuti che ci avanzano: uccidendo qualcuno, bruciandogli la casa.. Non c’è piacere al di fuori della cattiveria”».
Il dialogo prosegue ma non possiamo riportarlo qui, vale la pena scoprirlo e leggerlo tutto d’un fiato, ed essere grati della schiettezza con cui la O’Connor ci riporta alla vera dimensione esistenziale, del dialettica tra il vero Bene e il vero Male.



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