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LETTURE/ Così i medici ci "insegnano" a trovare la verità più degli scienziati

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Leonardo da Vinci, L'uomo vitruviano, 1490  Leonardo da Vinci, L'uomo vitruviano, 1490

L’ermeneutica, che rappresenta il codice interpretativo di un testo il cui senso non è immediato, trova la sua prima applicazione nello studio e approfondimento delle Sacre Scritture, ad uso di pochi, fino ad allargare il campo, come propone Dilthey, ad ogni processo della vita e dell’esistenza. Il rapporto tra soggetto e oggetto e il suo superamento costituisce un atto comunicativo alla base dell’esistenza umana, che procede in modo circolare verso la ricerca di una conoscenza sempre più completa in un processo a spirale, percorso di interpretazione denominato “circolo ermeneutico”, ripreso da Heidegger,secondo cui le parti si comprendono solo alla luce del tutto, ma il tutto a sua volta può essere compreso solo in base alle parti.
Ovviamente un simile approccio, pur dando l’idea di unificare i processi storici in modo completo, rischia la deriva hegelo-marxista laddove l’ideologia abbraccia rovinosamente tutto il campo del sapere imbrigliando l’uomo nella rete globale della sua stessa mente. Prendere la strada che confina con la dialettica senza rendersi conto di tali rischi, significa chiudersi in un sacco con le proprie mani. Contrariamente, pretendere di isolare un fatto dal suo insieme, così come si fa con una farfalla sullo spillo, significa compiere un’operazione da collezionista e non da storico.
Occorre adottare una via di mezzo e Reguzzoni ne lascia intravedere la strada: procedere nella ricerca lasciando spazio a dubbi e ripensamenti circa ciò che si interpreta e si rende conoscibile, senza lasciarsi avvolgere da sofisticate congetture né condizionare dalle certezze illusorie dell’ideologia.
Ciò che affascina all’inizio di ogni ricerca è il processo metodologico, la caccia agli indizi, l’accostamento dei reperti che consenta a poco a poco la composizione di un mosaico. Esistono nella ricerca storica elementi intuitivi non così lontani dalla logica che circonda i fatti, vanto di una certa scienza post-galileiana; alcuni esempi nella letteratura europea ci dicono molto: Agatha Christie racconta in uno dei suoi thriller che una domenica in chiesa miss Marple osservava con preoccupazione la sua vicina, Grace Lambe, perché in lei intravedeva qualcosa che non andava, sebbene non riuscisse a capirne la ragione; dopo attenta osservazione, ne ricavò una profonda sensazione di angoscia. Poche ore dopo, seppe che il padre di Grace aveva tentato di ucciderla con l’accetta. Fu premonizione? Non proprio, perché la sensazione era in realtà suffragata da un’acuta osservazione dei dettagli in quanto Grace Lambe quel giorno indossava il cappellino tutto storto mentre era conosciuta come donna precisa e pignola, curatissima nella persona. L’evento, di cui era portatrice tramite l’indizio del cappellino, era che, poco prima di uscire quella mattina,il padre aveva scagliato contro di lei un fermacarte e la giovane, per evitare danni e non farsi vedere dalla servitù, era uscita precipitosamente mettendosi in testa il cappellino in tutta fretta.



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