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STORIA/ Cos’hanno in comune Alessandro Magno e il Papa di Ratisbona?

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Atene, il Partenone (Imagoeconomica)  Atene, il Partenone (Imagoeconomica)

A quanto ammonta il nostro debito nei confronti della grecità? Quanto è decisiva la radice greca nella formazione della nostra identità culturale? Tentare una risposta a queste domande è molto difficile. Lo specialista potrebbe rispondere che già il termine grecità si presta a differenti interpretazioni: la grecità di Omero è diversa dalla grecità di Atene e della polis, e questa è diversa dalla Grecità dell’epoca ellenistica o dell’impero romano. Eppure è difficile negare che, al di là di tutte queste distinzioni, i termini “greco” e “grecità” evocano un contenuto preciso.

La cultura greca si atteggia in modo diverso a seconda delle epoche e delle località, perché ogni città ha la sua cultura, i suoi culti, la sua parlata, eppure, al di là delle differenze e dei particolarismi talvolta esasperati, i Greci hanno un forte e radicato sentimento di appartenenza a una patria e a una cultura comune. Nonostante il mutamento delle condizioni storiche, Omero continuò sempre a essere un patrimonio comune per tutta la Grecia: vi sono prodotti dell’arte, del pensiero, della letteratura che si possono definire solamente come greci, anche se stabilire le ragioni di questa sensazione è difficile.

Ogni tentativo di riassumere il contenuto intrinseco della grecità finisce per rivelarsi, a un’analisi più attenta, incompleto. Nei secoli passati si vide come costante della cultura greca l’amore per la bellezza, e sulla scia di questa intuizione si crearono opere di grande fascino (si pensi, per fare un nome, a come Canova fece rivivere gli ideali della classicità): una visione certo fondata, ma incompleta, perché, per rifarci a un'espressione (discutibile, ma incisiva) di Nietzsche, la cultura e l’arte greca hanno in sé la perfezione di Apollo, ma anche la forza giovane, violenta, scomposta di Dioniso.

Un libro del 1951 di Eric Dodds (I Greci e l’irrazionale) mise in crisi la visione tradizionale della Grecia patria della bellezza e della razionalità, per mostrare quanto peso avesse nel mondo greco la percezione dell’irrazionale. Nella natura, e nell’interno dell’uomo, esistono pulsioni dirompenti e incontrollabili, e l’uomo deve fare appello alla sua capacità di dominio (la sophrosyne, per usare il termine greco) per far prevalere l’aspetto razionale: la misura e la moderazione dell’uomo greco sono il risultato di una conquista.



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COMMENTI
18/05/2011 - radici greco-romane-giudaico-cristiane (francesco taddei)

Bellissimo articolo. Però mi aspetto la seconda parte. Cioè del contributo della civiltà romana dato alla storia dell'Europa. Sarebbe bello ripercorrerne le tappe evolutive che hanno portato la fondazione dei regni europei sul contributo delle istituzioni romane prima e romano-cristiane poi. Abbiamo forse dei freni ideologici?

RISPOSTA:

Totalmente d'accordo. Speriamo di poterne riparlare presto. MM