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LETTURE/ Socci e quella guerra a Gesù più pericolosa dei vari Dan Brawn e Odifreddi

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Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1601-2)  Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1601-2)

Il cristianesimo è una notizia ben documentata. Ce lo spiega La guerra contro Gesù, l’ultimo libro di Antonio Socci, sicuramente il più maturo e il più completo fra tutti i suoi. Francamente, il più bello.
L’attacco più grave al cristianesimo è quello che nega la storicità di Gesù, cioè la certezza dell’esistenza della sua persona e l’attendibilità delle fonti che ne testimoniano: il Nuovo Testamento, innanzitutto, e poi la Tradizione della Chiesa. Per questo Socci ribatte e rilancia, riuscendo a rendere godibile e appassionante la storia di centinaia di anni di studi e ricerche filologiche, archeologiche e storiche che hanno avuto come oggetto, appunto, Gesù. Documenti difficilmente accessibili e comprensibili al grande pubblico diventano a portata di mano di tutti, intrecciati alle storie di personaggi più o meno conosciuti, ma determinanti per la storia della Chiesa e del suo popolo: un saggio che è anche un romanzo, lo leggi tutto di un fiato, e alla fine delle quattrocento pagine ti chiedi per quale motivo nessuno ti abbia mai raccontato tante cose fino ad ora.
Per questo è un libro che dovrebbe essere regalato a tappeto a chi si prepara alla Cresima, tanto per cominciare; indicato come lettura nelle comunità, dalle parrocchie ai movimenti, magari riprendendo sul serio, dove c’era, quella tradizione del “libro del mese”. Si presta ad essere usato a scuola e non solo all’ora di religione, ma anche in quella di lettura dei giornali, o a quella di storia, per spiegare meglio chi davvero fosse Voltaire e come ragionassero i nazisti, tanto per accennare a due esempi portati dal libro.
Ma dovrebbero leggerlo anche tanti cosiddetti intellettuali, magari quelli che pontificano dalle pagine di grandi quotidiani, schizzinosi e ignoranti del tesoro custodito dalla tradizione cattolica.
Come sempre, gli attacchi peggiori non sono quelli di chi, non credente, dedica le proprie energie, in totale malafede e senza alcuna reale cognizione di causa, alla guerra al cristianesimo - i vari Odifreddi o Dan Brown - ma quelli che nascono all’interno della Chiesa stessa. Esegeti, biblisti e studiosi cattolici, compresa qualche nota firma di pagine culturali, che antepongono la propria idea sui fatti all’evidenza dei fatti stessi, seminando confusione e incertezza, e minando molto più in profondità di tante operazioni commerciali libresche o cinematografiche che, pur diffuse capillarmente, durano però lo spazio di qualche settimana.



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