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STORIA/ La grande lezione (federalista) di Rosmini ai nostri statalisti

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Il monumento ad Antonio Rosmini a Milano  Il monumento ad Antonio Rosmini a Milano

La persona come diritto sussistente - Il processo e il problema del Risorgimento italiano, aspirazione comune delle personalità intellettuali emergenti, viene dal Rosmini affrontato in diverse opere. Per comprendere in quali termini il Rosmini progettasse l’unità della penisola, considerata dalla diplomazia europea “una mera espressione geografica”, è necessario approfondire i principi giuridici che reggono l’architettura dell’ipotesi unitaria del progetto Italia “in fieri”. Rosmini appare un acuto filosofo del diritto, e indica nell’individuo visto come persona, il primo fondamento della costruzione giuridica della società che tende ad organizzarsi in uno stato unitario dalla Alpi alla Sicilia. Per il Rosmini la persona è in sé stessa portatrice di due caratteristiche essenziali, che emanano dalla sua essenza, date dalla sua irripetibile “individualità” e dalla sua natura di “socialità”. Questi due aspetti costitutivi del suo essere si sviluppano nell’ambito della suo dinamismo e lo spingono, tramite la razionalità e la coscienza, alla verità, al senso del bene e del male, che sfocia nell’eticità e quindi alla condizione della felicità.

Sotto l’ala della socialità la persona delimita le espressioni storiche concrete nella varietà delle forme di società coniugali, società famigliari, società civili, società culturali, religiose, economiche ecc. Nel corso della sua esistenza l’uomo si presenta come colui che stringe rapporti con le altre società e avverte il bene di vivere in una società nelle relazioni reciproche, segno di un continuo arricchimento del patrimonio di esperienze da più parti accumulate. La prospettiva di una società frutto di “un contratto sociale” (Rousseau) è aliena dalla mentalità rosminiana, poiché la spinta al sociale è insita nel dinamismo naturale della persona come prerogativa costitutiva del suo essere uomo.

La persona si erge quindi come centro catalizzatore del pluralismo sociale, e sarà essa a fondare il diritto. Diritto che lo stato non gli attribuisce dall’alto del suo potere, come investitura esterna, ma gli deve riconoscere per necessità metafisica e constatazione storica. Coerentemente lo stato non è fonte del diritto, ma “la persona è il diritto e il diritto è la persona”. Sicché il personalismo rosminiano diventa il fondamento di ogni altra costruzione di ordinamento giuridico da parte dello stato.



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COMMENTI
24/05/2011 - due volti del federalismo (francesco taddei)

Il federalismo fiscale è una parte (giusta, perlomeno nel principio) del decentramento dello stato. per quanto riguarda la "Dieta: rappresenta gli interessi dell'Italia (...) di fronte al concesso delle altere nazioni" questo non avviene correttamente, basta guardare le rappresentanze dell'italia nella UE, frammentate, senza una guida unitaria e senza raccordo con Roma. Mancano inoltre raccordi unitari per le politiche energetiche (vedi rigassificatore in Puglia e nucleare in Sardegna). Occorre che dopo un giusto riequilibrio delle risorse (vedi anche iva regioni statuto speciale) si metta mano ad un rafforzamento delle competenze dello stato. Quelle competenze che vanno messe in comune per rafforzarsi, pena l'eccessiva frammentazione.