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STORIA/ La grande lezione (federalista) di Rosmini ai nostri statalisti

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Il monumento ad Antonio Rosmini a Milano  Il monumento ad Antonio Rosmini a Milano

Da questa considerazione il Rosmini rileva i limiti di ogni società nel disegnare la mappa giuridica, poiché essi si trovano delimitati dai diritti essenziali e inviolabili della persona umana. D’altra parte lo stato è pure limitato dalla coesistenza nel suo ambito delle altre società, come la famiglia, pure essa portatrice di diritti inviolabili; e dagli altri stati, come dalla società universale del consorzio umano associato.

Il limite alle società umane di vertice, secondo Rosmini, si erge di fronte alla persona umana e non viceversa; è lo stato in funzione della famiglia e della persona, e non il contrario; “la persona è il diritto sussistente”, secondo la pregnante espressione rosminiana. Di qui ancora per conseguenza logica la persona svolge sempre un ruolo determinante, ha ragione di fine e non può essere abbassata mai a mezzo, per non essere resa strumento di deplorevoli sopraffazioni.

Con l’intento di semplificare il numero delle società aumentato a dismisura, Rosmini le articola e sintetizza in tre nuclei essenziali: la società famigliare, la società dello stato, la società del genere umano, che egli chiama “società teocratica”, ossia la società di tutti gli uomini vincolati tra loro e degli uomini nel loro rapporto con Dio. È giocoforza che queste tre scansioni sociali si trovino in un rapporto di armonica dipendenza: la famiglia è subordinata alla società, lo stato alla società internazionale. E il loro rapporto, delle società superiori con le inferiori, si esprime nel togliere a queste ultime il vischio dell’egoismo particolare per aprirle al sociale più vasto e universale. Per tutte le società, comprese quelle supplementari integrative: società culturali, società religiose, società economiche ecc., la spinta cospiratrice è quella di liberarsi dagli egocentrismi e pervenire a “l’universale giustizia e l’universale amore”.

L’analisi della situazione italiana - Nel pensare lo sviluppo sociale dell’umanità, il Rosmini, se da un lato tiene presente la sua finalità - cioè la perfezione di tutte le società per il loro sviluppo integrale­ -, dall’altra è consapevole della problematicità del loro sviluppo concreto nella vicenda storica del tempo. La riflessione della situazione italiana a metà del secolo XIX, ­ il periodo del Risorgimento, ­diventa per lui lo stimolo per elaborare il suo progetto non solo ideale, in astratto, ma tenendo presente tutte le fasi intermedie del loro sviluppo nel momento storico dell’articolato processo risorgimentale italiano.



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COMMENTI
24/05/2011 - due volti del federalismo (francesco taddei)

Il federalismo fiscale è una parte (giusta, perlomeno nel principio) del decentramento dello stato. per quanto riguarda la "Dieta: rappresenta gli interessi dell'Italia (...) di fronte al concesso delle altere nazioni" questo non avviene correttamente, basta guardare le rappresentanze dell'italia nella UE, frammentate, senza una guida unitaria e senza raccordo con Roma. Mancano inoltre raccordi unitari per le politiche energetiche (vedi rigassificatore in Puglia e nucleare in Sardegna). Occorre che dopo un giusto riequilibrio delle risorse (vedi anche iva regioni statuto speciale) si metta mano ad un rafforzamento delle competenze dello stato. Quelle competenze che vanno messe in comune per rafforzarsi, pena l'eccessiva frammentazione.