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STORIA/ La grande lezione (federalista) di Rosmini ai nostri statalisti

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Il monumento ad Antonio Rosmini a Milano  Il monumento ad Antonio Rosmini a Milano

Ogni singolo stato manderà alla Dieta di Roma tre rappresentanti, uno eletto dalla prima camera, uno dalla seconda camera, un terzo dal capo dello stato. Il terzo principio investe l’azione della Dieta, che assicura l’unità della nazione con i compiti specifici di ordine generale riguardanti i singoli stati, tenuti ad osservare le delibere di quella suprema, che rivela l’altezza d’una concezione giuridica matura e preveggente.

È sottile la posizione del Rosmini nei riguardi del Concistoro presieduto dal papa - che assume la presidenza onoraria della nazione e si pronuncia solo sotto il profilo di giustizia giuridica in via di diritto nei riguardi delle vertenze tra gli stati della Confederazione, e non in quello di “opportunità politica” spettante alla Dieta, organo supremo dello Stato Confederale Italiano. Quasi a indicare che l’autorità ecclesiastica può pronunciarsi su ciò che riguarda il diritto - in quanto fondato sull’aspetto dell’eticità delle relazioni pubbliche ­mentre il risvolto delle circostanze politiche, circa l’idoneità d’una legge in relazione al momento storico di “opportunità”, è deferita alla competenza della Dieta, supremo organo politico. Sembra indicare avvedutamente che la Presidenza onoraria papale riguardi solo l’aspetto di eticità delle relazioni dei singoli stati all’interno della Confederazione in rapporto alla Dieta, lasciando il risvolto politico all’autorità competente.

Nel parlare dello Stato sia unitario come la Francia, sia confederale come la Svizzera o gli Stati Uniti, e quello in fieri dell’Italia risorgimentale, Rosmini constata che le società moderne evolute rilevano un crescendo elefantiaco di diritti degli uomini. Sarà compito dello Stato di diventare sempre più uno strumento duttile per essere “un regolatore della modalità dei diritti”. In altri termini lo stato nell’intervenire nella società civile si trova di fronte a nuove situazioni di espressione di diritto che assumono una rilevanza di continuo moltiplicate. Nella selva di questi, ­ onde evitare l’assalto degli egoismi, ­ lo Stato è chiamato a diventare un regolatore illuminato della modalità dei diritti di tutti, così come a svolgere la medesima funzione è chiamata la Dieta (o Stato nazionale) nei riguardi della “società universale, teocratica perfetta”, nella quale risiede “la compiuta giustizia” di regolatrice universale.

Cattolicesimo liberale moderato - Da questa breve disamina che ha fatto oggetto l’ipotesi possibile di una Italia nazione, unita da un’architettura giuridica compiuta, e una nel sentire e nell’operare senza la dilatazione della violenza delle guerre, il Rosmini diventa il prestigioso e autorevole rappresentante di quel cattolicesimo liberale moderato che credeva nelle libertà moderne. Le Costituzioni diventano l’emblema del nuovo orientamento e dissolvono gli ultimi resti dell’Assolutismo settecentesco dell’Ancien Régime. Egli incorpora nel processo risorgimentale italiano e nel progetto di una Confederazione i principi evangelici, anzi li riteneva ispiratori della nozione della persona nella sua dignità, e dell’ordine politico innovativo da conferire alla nuova Italia, compaginata sull’asse della Confederazione, articolata nei vari stati. Sullo sfondo di una filosofia del diritto, egli faceva emergere la “giustizia sociale” nell’allestire la costituzione su principi equi, da tutti condivisi, che già intuivano la questione sociale. Opponendosi ad ogni forma di intransigentismo, sia pur di marca cattolica, che respingeva lo stato moderno - “l’opposizione cattolica” - ­ egli seppe prendere, da questo assetto costituzionale democratico, gli aspetti più vitali e positivi e mostrare come essi concordassero con le esigenze fondanti il Vangelo: la fraternità e la solidarietà. 



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COMMENTI
24/05/2011 - due volti del federalismo (francesco taddei)

Il federalismo fiscale è una parte (giusta, perlomeno nel principio) del decentramento dello stato. per quanto riguarda la "Dieta: rappresenta gli interessi dell'Italia (...) di fronte al concesso delle altere nazioni" questo non avviene correttamente, basta guardare le rappresentanze dell'italia nella UE, frammentate, senza una guida unitaria e senza raccordo con Roma. Mancano inoltre raccordi unitari per le politiche energetiche (vedi rigassificatore in Puglia e nucleare in Sardegna). Occorre che dopo un giusto riequilibrio delle risorse (vedi anche iva regioni statuto speciale) si metta mano ad un rafforzamento delle competenze dello stato. Quelle competenze che vanno messe in comune per rafforzarsi, pena l'eccessiva frammentazione.