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IL CASO/ I soldi per la cultura? A Torino 10 milioni non bastano a "fare" l’Italia...

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Torino, Palazzo Reale (Imagoeconomica)  Torino, Palazzo Reale (Imagoeconomica)

Di cose tutte risapute e masticate in tanti anni di studi sui libri di scuola e in mille appuntamenti stancamente celebrativi. Sostanzialmente un enorme bigino, che invece di essere confezionato alla bell’e buona e con copertine sgualcite al primo sfoglio, è stato affidato al miglior art director in circolazione. Ma bigino comunque resta. Tanto più che le 13 isole tematiche girano alla larga sia da alcuni nodi altamente drammatici (il terrorismo, ad esempio), sia da quelli più interessanti (la capacità si autorganizzazione della società italiana e la sua “imprenditorialità sociale”: una vocazione forse un po’ colpevole di antistatalismo?).
Alla Venaria invece sembra di visitare una di quelle mostre da esportazione, con cui si cerca di tener alto il marchio dell’Italia in paesi commercialmente interessanti. Ma qui siamo in Italia e per di più in una città economicamente abbastanza depressa. Così le bellezze italiane affastellate, con salti di qualità che agli occhi di un giapponese possono sfuggire ma a un italiano no, sembrano un po’ come quelle torte di matrimonio esagerate che arrivano a stomaco già strasazio. E l’allestimento di Ronconi questa volta non riesce davvero a far digerire questa millefoglie un po’ insensata.
Ovviamente uscendo dalle due mostre il pensiero corre a chiedersi, “ma quanto saranno costate?”. Da una breve indagine risulta che il conto sia di 3,6 milioni per quella alle Officine e di 6,2 per quella di Venaria. Un pacchetto di 10 milioni. La visita è stata fatta nel sabato di Pasqua, con Torino affollata di turisti e una coda chilometrica al museo Egizio. Alle Officine eravamo in poche decine di visitatori. Dalle classifiche la mostra risultata tra le più visitate d’Italia, evidentemente perché ben imbottita di visite scolastiche (ma, mi chiedo, che ne è dei ragazzi passata la terza o quarta isola? È la solita idea dello studente-imbuto...). La Venaria, come da tradizione, è meta giustamente prediletta per i pullman di pensionati.
A volte in Italia il problema non è che mancano i soldi per la cultura. Il problema è che troppo spesso la cultura è ridotta a scatola vuota.




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