BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cultura

ARTE/ Se siamo solo materia, qual è il senso della Pietà?

Jean Fabre, Sogno compassionevole (Foto Ansa)Jean Fabre, Sogno compassionevole (Foto Ansa)

Vogliamo descrivere l’opera di un altro importante personaggio e artista, perché determina, a nostro avviso, molta della maniera delle rappresentazioni allestite utilizzate come mezzo espressivo da molti artisti contemporanei. Jan Fabre, artista visivo, coreografo, regista di Anversa, anch’egli di fama europea, che ha già fatto discutere per la dissacrante statua in marmo di Carrara (scolpita non certamente da lui, un certo artista contemporaneo è soprattutto un Leonardo della Tim, che pensa, assembla idee, innova, crea, gli assistenti realizzano).

L’opera è al centro di altre grandi sculture in marmo dell’artista fiammingo, è un clone della Pietà di Michelangelo e ha come titolo Sogno compassionevole (Pietà V) nella quale il Cristo è un uomo incravattato e pantaloni e ha il volto dell’artista stesso e la Madonna ha quello di un teschio nel panneggio michelangiolesco. Il tutto circondato da 4 enormi cervelli in marmo. L’uomo morente ha in mano un cervello, organo del legame (?!). Come in un percorso iniziatico, si cammina con pantofole fornite al visitatore su una grande pedana dorata in mezzo alle statue e tutt’attorno nidi ricoperti da gusci di scarabeo gioiello, l’animale simbolo della metamorfosi, sacro agli antichi Egizi e all’artista stesso.

Se c’è una forza essa è quella dell’incubo, in realtà è la desolazione, un’ingiustizia verso l’umano ridotto a empatia, anche qui a chimica, di cui consisterebbe il legame tra la madre e il figlio. Poco importa se sia la donna a volersi annichilire per dare vita al figlio o cose del genere. È lo stesso.

Perché, ci domandiamo, fare una pietà, se tutta la genialità e differenza dell’umano sentire è solo neuroni, come indica il cervello trattenuto dall’uomo, confortato, oggetto della conquista di una missione? Che cosa rimane della pietas e di moltissime altre parole che definiscono l’esperienza umana di ogni latitudine, se ogni cosa è il prolungamento di un tessuto nervoso che genera solo empatia?

Troviamo anche qui una scienza vulgata e trasmessa con bugie e infondatezze messe a fondamento di un’estetica per un arte che sappia dire più della società traendo dai media e dal potere le stesse dicerie che già mistificano la verità.


COMMENTI
18/06/2011 - DOV'E' FINITO LO STUPORE? (Stefano Giuliani)

Ciao Camillo, il tuo tour veneziano spero ti abbia lasciato il tempo di ri-vedere i mosaici di S. Marco (che AFFERRANO anche l'uomo contemporaneo PORTANDOLO dentro la Storia), visto che le "opere" (sic) che hai visto, poi raccontate a noi, non lasciano spazio che alla pietà (con l'accento e la minuscola) per non dire di peggio. Un bambino come reagisce davanti a ciò? Non fa un ragionamento, ma in modo diretto giudica, essendo ancora sprovvisto delle "conoscenze" della persona adulta. Michelangelo e Caravaggio non erano certo bambini prima di scolpire le PIETA' o di dipingere la MORTE DELLA MADONNA, ma certo il loro occhio cercava nella realtà il fondo, la consistenza ultima. Quanta arte contemporanea è condannata alla minuscola, perchè ha uno sguardo presuntuoso alla realtà, dimentica di curiosità sincera e di stupore, e di conseguenza incapace di ri-creare e di stupire (destinata al vintage). Nell'arte contemporanea il re è nudo, ma sono rimasti solo i bambini a dirlo, buon lavoro ma anche buone vacanze.