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LETTURE/ E se il "mercato delle fedi" facesse bene al cattolicesimo?

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New York, Time Square (Imagoeconomica)  New York, Time Square (Imagoeconomica)

In questo “mercato delle religioni”, che sarebbe più appropriato chiamare “mercato delle fedi”, c’è un prodigioso “iperdinamismo” ed una vastissima creatività. Idee e Credi sono in competizione continua così come lo sono le merci, i servizi, i  fattori di produzione. Vince chi offre di più a consumatori sempre alla ricerca del meglio.
Come spiegare i successi della Chiesa cattolica negli Usa nonostante gli scandali che hanno travagliato alcune diocesi negli ultimi tre lustri? Non solamente con il cambiamento demografico e la crescente proporzione della popolazione ispano-americano. Ciò non spiegherebbe il fenomeno delle conversioni di protestanti al cattolicesimo: il 5 giugno la più importante comunità anglicana del Maryland, la Chiesa di San Luca, pastore in testa, è passata al cattolicesimo.
Katherine Marshall, della Georgetown University, a lungo rappresentante della Banca mondiale su problemi di fede e sviluppo, indica come la determinante principale sia della costanza dei valori fondamentali coniugata con l’efficienza adattiva ad un modo sempre più integrato ed in rapido cambiamento.



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