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CHIESA/ Gheddo: vi racconto la carità di Clemente Vismara, "protettore dei bambini"

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Clemente Vismara (1897-1988) (Archivio Piero Gheddo)  Clemente Vismara (1897-1988) (Archivio Piero Gheddo)

Descriveva la sua vita avventurosa in numerosi articoli e lettere, che mandava in Italia, in America e in Inghilterra per chiedere aiuti. Si crea una bella cerchia di amici lettori e benefattori. Così, a poco a poco, nasce la Chiesa, con i primi battezzati e l’edificazione della prima chiesa in muratura a Monglin nel 1929.

Vismara visitava i villaggi e si offriva di aiutare la gente: fondava scuole, canalizzava l’acqua per le risaie (in tubi di bambù), insegnava la falegnameria e la meccanica, a costruire case in muratura, l’uso di strumenti come la sega e l’aratro, portava medicine ed estraeva i denti doloranti. Inizia il primo orto con verdure là sconosciute: pomodori, cipolle, melanzane, insalata (la gente diceva: “Il padre mangia l’erba”); e quando nel 1931 vengono ad aiutarlo le prime suore italiane di Maria Bambina scrive: “Finalmente ho le suore, ora si possono prendere anche le orfanelle, educare le ragazze e catechizzare le donne”. Crea il primo dispensario medico, che poi diventa un ospedale.

Fin dall’inizio, padre Vismara aveva capito che convertire gli adulti era difficile. Nei villaggi prendeva i bambini orfani o gemelli e li portava in missione, allevandoli con donne del posto. Da loro nascono le famiglie cristiane. Da Monglin fonda due altre parrocchie, Kenglap e Mongphyak, con una trentina di villaggi cristiani ciascuna. Nel 1956 il vescovo lo manda a 230 km. da Monglin, dove aveva creato una specie di cittadella cristiana. Va a Mongping, dove rimane fino alla morte nel 1988. Da questa nuova parrocchia ne fonda un’altra a Tongtà, anche qui con una trentina di villaggi cattolici.

Nella Birmania orientale, i missionari del Pime hanno fondato sei diocesi: Toungoo, Kengtung, Taunggyi (oggi arcidiocesi), Lashio, Loikaw e Pekkong, con 300mila cattolici, che sono più di metà dei battezzati delle 14 diocesi birmane. Anche le vocazioni alla vita consacrata sono numerose. Nei suoi articoli Vismara scriveva spesso: “Chi verrà a prendere il mio posto, quando io non ci sarò più?”. Lui vivente, nelle parrocchie da lui fondate sono usciti cinque sacerdoti e 14 suore locali.



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