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CHIESA/ Gheddo: vi racconto la carità di Clemente Vismara, "protettore dei bambini"

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Clemente Vismara (1897-1988) (Archivio Piero Gheddo)  Clemente Vismara (1897-1988) (Archivio Piero Gheddo)

Padre Clemente è il primo missionario del nostro tempo proclamato Beato solo 23 anni dopo la morte, senza essere martire. Un “processo canonico” rapidissimo, un  record per la prudente Congregazione dei Santi. Per la sua beatificazione abbiamo presentato ben sei supposti “miracoli”. Eppure diceva il suo confratello padre Angelo Campagnoli: “Clemente era un uomo straordinario nell’ordinario, non si scoraggiava mai, lavorava sempre con lo stesso entusiasmo degli inizi”. Non ha fatto miracoli, non ha avuto visioni, ma viveva la vita normale del missionario, esercitando in modo eroico le virtù evangeliche. Era sempre allegro e sorridente, manteneva circa 250 orfani e molti sciancati, vedove, handicappati che ospitava nella sua missione, in una regione dove per vari mesi all’anno si soffre la fame. Suor Battistina Sironi di Trezzo d’Adda, che era con lui per i suoi ultimi 34 anni, mi diceva: “Riceveva molto denaro, ma per sé non spendeva nulla, tutto finiva in riso e medicine per gli orfani e ospiti della missione. Aveva una totale fiducia nella Provvidenza. Diceva a noi suore: “Gli orfani e i poveri non sono miei, ma di Dio, ci pensa lui a mantenerli”. A Mongping non c’era la banca, riceveva i soldi dai benefattori e gli venivano portati dalla banca di Kengtung. Non contava mai il denaro, non faceva bilanci o preventivi. Diceva: “Se conto i soldi vuol dire che non mi fido della Provvidenza”. Quando eravamo in difficoltà, andavamo tutti in chiesa a pregare e il necessario arrivava”. Sembrano leggende di altri tempi e sono realtà del nostro tempo.

Clemente Vismara ha lasciato, in Italia e in Birmania, una grande “fama di santità” ed è invocato come “protettore dei bambini” . Nel maggio 2010 ho partecipato al Pime di Mascalucia (Catania) all’incontro con una cinquantina di famiglie, diverse delle quali hanno testimoniato in modo commosso di aver avuto un bambino pregando padre Clemente.



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