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LETTURE/ Così Rodney Stark smaschera le menzogne sulla fede

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Un rogo medioevale  Un rogo medioevale

Secondo Stark ciò accade perché «le fedi a tensione più elevata offrono ai propri membri un’esperienza molto più appagante di quanto facciano le chiese permissive, a basso costo». Per questo si sono generati in passato e si generano nel presente movimenti di riforma religiosa che favoriscono la formazione di sette ereticali, quando non sono accolti o perché minacciano la struttura dell’organizzazione ecclesiastica o perché sono portatori di una visione incompatibile con la sua ortodossia. Stark rimanda così alla perenne dialettica fra «la chiesa del potere e la chiesa della pietà», quella che il nostro don Sturzo individua tra due correnti: la mistica e l’organizzativa che «sono perenni nella chiesa e la pervadono da un capo all’altro e dal basso in alto. […] Ma da un lato e dall’altro i limiti possono essere e sono stati sorpassati, fino all’eresia e fino alla mondanizzazione. Così l’una fa da freno e l’altra da spinta».

Ancora: perché la scienza nacque nell’Europa medievale piuttosto che in Asia, conferendo all’Europa un potere che le consentì di estendere la sua autorità politica e intellettuale al mondo intero? Sarebbe stato possibile senza la concezione di un Dio dotato di consapevolezza, razionale e onnipotente, creatore di un mondo plasmato dal suo logos e retto da leggi razionali che all’uomo è lecito e perfino doveroso indagare e scoprire?

Perché per secoli, quasi tutti gli europei istruiti hanno creduto che le loro società fossero vittime di una terribile macchinazione, quella delle “streghe”, che avrebbero giurato fedeltà a Satana e gioito nell’infliggere sofferenza, morte e distruzione al loro prossimo? Bastano a chiarire questo fenomeno le spiegazioni abitualmente fornite? Quella che crede che esistessero davvero persone vendute a Satana e intanto ammicca al fenomeno contemporaneo dei vari gruppi Wicca che aspirano ad acquisire poteri occulti e a far rinascere la stregoneria. Oppure quella che ipotizza che quelle donne soffrissero di una malattia mentale non diagnosticata o che le società a cui appartenevano fossero  afflitte da follia collettiva. O quella per cui le presunte streghe fossero vittime del sessismo dei loro inquisitori che intendevano così colpire chi si sottraeva a ruoli prestabiliti nell’ambito delle relazioni sessuali. O che il tutto possa essere spiegato coi cambiamenti sociali intervenuti nell’epoca in cui si accesero più numerosi i roghi che intendevano estirparle. O che fossero l’oggetto delle ossessioni di un clero celibatario sessualmente represso – ma quale ossessione, allora, animava lo zelo dei pastori protestanti sposati quando erano loro a condannare le streghe?



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