BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Hemingway, basta l’avventura a scacciare il pensiero della morte?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Uno scorcio della biblioteca di Ernest Hemingway (Ansa)  Uno scorcio della biblioteca di Ernest Hemingway (Ansa)

Una grande lezione di osservazione diretta della realtà. La sua attività di giornalista gli è servita per creare lo stile che conosciamo, conciso, essenziale, basato sull’osservazione e sulla resa espressiva delle cose.

Come scrittore?

Ha dato agli scrittori una grande lezione di stile, valida anche per quelli più giovani. Pensiamo alla sua teoria dell’iceberg: nel racconto e nel romanzo doveva venire fuori solo la punta dell’iceberg perché era quello che veramente poteva interessare al lettore, mentre tutto quello che l’autore aveva appreso attraverso l’esperienza rimaneva sotto il livello dell’acqua, tolto, invisibile, nondimeno «presente» attraverso la sua forza evocativa. Nessuna prosa esiste senza un lavoro assiduo sulla parola.

E come uomo?

Come uomo? Difficile rispondere. Se prendiamo l’Hemingway di Addio alle armi, la sua opera è la testimonianza di un’intera generazione distrutta dalla guerra. In lui questa sconfitta prende la forma di un approccio tragico al senso della vita. L’amore per l’avventura, il continuo viaggiare, l’avidità di esperienze, sono state forse in lui un modo per stigmatizzare la paura della morte. E questo mi sembra un tratto che lo fa essere ancora nostro contemporaneo.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.