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LETTURE/ Oscar, malato di cancro, ci spiega quello "strano regalo di Dio"

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Ma questo libricino non è solo un memento alla fragilità della vita, è un viaggio attraverso tutte le esperienze cruciali e significative di ogni uomo, la differenza è che sono viste con l’originalità e la freschezza di un bambino. Infatti si innamorerà e sposerà con una delle pazienti più belle, la silenziosa Peggy Blue di colore a causa della malattia, percorrendo tutte le fasi del rapporto sentimentale, fino al momento dell’addio all’amata, finalmente guarita e in procinto di lasciare l’ospedale. Litigherà e poi farà la pace con i suoi genitori che faticano ad accettare la sua malattia: “Da quando sono ricoverato in permanenza all’ospedale i miei genitori hanno qualche difficoltà con la conversazione, allora mi portano dei regali e trascorrono dei pomeriggi schifosi a leggere le regole del gioco e l’istruzioni dell’uso… È campione del mondo del pomeriggio domenicale sciupato”.

Altro splendido elemento è la schiettezza delle lettere che Oscar invia a Dio chiedendo il perché di quello che succede, avanzando richieste precise, risposte magari meno irruenti delle prime ricevute:

Caro dio… Oggi ho cent’anni. Ho cercato di spiegare ai miei genitori che la vita è uno strano regalo. All’inizio lo si sopravvaluta: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronti a gettarlo. Infine ci si rende conto che non era un regalo ma solo un prestito…

Portatelo con voi ovunque andrete per riposarvi, questo libro più che un consiglio di lettura, è un augurio personale per l’estate.

 



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COMMENTI
15/07/2011 - Desidero già leggerlo (claudia mazzola)

Mio suocero, morto a 74 anni di tumore diceva: "Però come sono stato sfortunato in questo male". Con questa frase mi ha regalato la certezza che si muore perchè si è vivi.