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IDEE/ Barcellona: quando arriverà il referendum sulla natura umana?

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Arriverà prima o poi un referendum sulla natura umana? (Ansa)  Arriverà prima o poi un referendum sulla natura umana? (Ansa)

Chi è l’uomo nel senso dell’individuo storico e determinato dell’epoca in cui viviamo al quale riferiamo dunque i nostri discorsi? Un essere libero e consapevole, capace di scegliere il proprio destino, o il mero supporto biologico di una configurazione di stimoli e risposte legate esclusivamente a meccanismi fisiobiologici, determinati o determinabili meccanicamente? Cosa può scegliere l’uomo della nostra epoca tra quelle che sembrano opzioni possibili, e in base a quali criteri possono essere motivate tali scelte?

In base a quale “etica” si può spiegare quanto afferma Barbara Spinelli nell’articolo del 29 giugno 2011, apparso su Repubblica con il titolo suggestivo “Le guerre senza gli uomini sotto gli occhi di Borges”? Spinelli richiama l’attenzione sui caratteri delle guerre contemporanee, combattute da “armi intelligenti” che affidano le scelte dei bersagli e delle traiettorie a “impenetrabili cerchie di tecnici e politici”. Il protagonista delle nuove guerre non è infatti un uomo, come noi siamo abituati a rappresentarlo, ma un “drone”, che guida il missile distruttivo senza che a bordo dell’aereo ci siano esseri umani eticamente responsabili di ciò che accadrà dopo l’esplosione.

In verità, non si può discutere né di guerra, né di identità sessuale, né di futuro della specie umana se non si hanno chiare le implicazioni di ciò che la “ideologia dominante” presenta puramente e semplicemente come un fatto evolutivo della specie umana che, attraverso le conquiste della tecnoscienza, avrebbe oramai conquistato totalmente il controllo degli esseri viventi, fino a determinare le stesse condizioni di una nuova specie, sottratta alle tradizionali remore e limitazioni della cosiddetta coscienza morale.

A mio parere, c’è un nesso profondo, non ancora chiarito, tra le tecnoscienze, la divulgazione trionfante della vulgata scientista e l’idea di una nuova organizzazione sociale in cui il “capitalismo delle reti” è fondato sui flussi informatici e sulla capacità della loro organizzazione per produrre nuove forme di ricchezza. La trasformazione informatica della vita planetaria degli esseri umani corrisponde ad un mutamento dell’etica tradizionale.



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