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JOYCE/ McCourt: perché abbiamo smarrito lo humour dell’Ulisse?

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Joyce stette per più di 10 anni a Trieste (Imagoeconomica)  Joyce stette per più di 10 anni a Trieste (Imagoeconomica)

Il concetto di epifania in Joyce è controverso e dibattuto. A mio modo di vedere il suo debito va a D’Annunzio, nel quale - e parlo soprattutto del primo D’Annunzio, quello de Il fuoco per capirci - vedeva l’esempio più alto del romanzo europeo di allora. Come ogni scrittore, dopotutto, Joyce interpreta gli altri scrittori come gli pare e piace. Epifania è un momento di rivelazione, certamente è un concetto religioso, non ci sono dubbi, ma quello che conta è che è innanzitutto il momento in cui uno - narratore, protagonista, lettore - capisce di più se stesso e le cose. Il «contenuto» della rivelazione conta assai più della causa; Joyce ci ha lasciato un quaderno di appunti pieno di queste epifanie private, che egli stesso non ha spiegato.

Come dobbiamo leggere il rifiuto in Joyce della Chiesa e dell’Irlanda? In fondo, anche quando l’avrà lasciata, parlerà sempre della sua patria.

Da giovane Joyce ripudia pubblicamente la Chiesa cattolica e il nazionalismo irlandese, che allora era tutt’uno con essa. Egli però ce l’ha molto più con la Chiesa cattolica irlandese che con la Chiesa cattolica come tale; non smetterà di professarsi ammiratore dei grandi pensatori cattolici. È vero, Joyce si è collocato esplicitamente fuori dalla Chiesa, ma per questo lo definirei più heretic che atheist. Rifiutò una chiesa che non lasciava spazio alla singola personalità; una chiesa fin troppo presente e addirittura ossessiva nel controllo di tutti gli aspetti della vita dei singoli e della società. Nell’Irlanda di Joyce i preti pretendevano di decidere tutto.

Secondo lei anche in questo è stato profetico?

Purtroppo in quella scena così toccante del Ritratto in cui Stephen viene flagellato dal prete, stanno  molte delle disgrazie della Chiesa e di quello che è accaduto alla gioventù d’Irlanda negli ultimi decenni. Nel Ritratto non si arriva ad atti di molestie, certo, ma resta il simbolo di un rapporto problematico, doloroso, conflittuale, ultimamente non giusto tra ragazzo e prete. Joyce dice più di una volta che la Chiesa, controllando tutti gli aspetti della vita, non lasciava lo spazio per pensare autonomamente. Dal punto di vista storico, non c’era ancora quella giusta separazione tra lo Stato e la Chiesa che sarebbe maturata nell’Irlanda successiva alla partenza di Joyce (anzi, solo negli ultimi decenni). Molto, dal punto di vista politico, sarebbe cambiato; non altrettanto nella sfera pastorale e morale.

Che ne è invece in Joyce dell’identità irlandese?



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