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VERSO IL MEETING/ Se il "folle volo" di Malick incontra la speranza di Ezechiele

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Il meeting di Rimini 2011  Il meeting di Rimini 2011

L’introduzione multimediale dura poco più di dieci minuti. Contiene già tutti gli elementi essenziali della mostra, ma in una forma ancora da sviluppare. Quindi la parete della tenda si spalanca su una seconda sala dominata da un immenso simbolo del lavoro, la trasfigurazione della materia, che è anche simbolo della risurrezione e dell’eternità. Qui il percorso viene completato attraverso un affondo che lega i temi messi in scena (lavoro e risurrezione) con le tre storie (creazione, Israele, vita di ogni uomo) suggerite nel video. A questo punto, la visita può terminare. Per chi invece rimane incuriosito dai temi trattati, i contenuti sono ampiamente approfonditi in una serie di pannelli. Oltre alla guida principale, ci saranno a disposizione molte altre guide che possono dedicare una visita personalizzata anche a gruppi di pochi visitatori.

Infine, due sussidi saranno disponibili: il catalogo della mostra, edito da Marietti, che contiene interventi di Marina Corradi, John Waters e Massimo Camisasca, e il prezioso libretto di Jean Daniélou, Il segno del tempio, ripubblicato da Cantagalli in occasione di questa mostra.

Il “folle volo” di Malick è imperfetto, ma non per questo è meno utile o meno commovente. Anche il nostro tentativo risulterà parziale: condensare parecchi millenni in quarantacinque minuti di visita, per visitatori sudati e distratti, in agosto nella fiera di Rimini, è impresa sovrumana. E tuttavia affascinante, come la storia di Dio con noi.



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