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DIBATTITO/ Siamo sicuri che la "crisi di Dio" avrà la meglio sull’Italia religiosa?

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Benedetto XVI (Ansa)  Benedetto XVI (Ansa)

Nulla di tutto questo – lo ripeto – coincide necessariamente con una reale conoscenza religiosa: tra la dimensione esperienziale e riduttiva della fede vissuta e il messaggio di salvezza presentato dalla Chiesa intercorre, spesso, una distanza imbarazzante e la fede si riduce, pericolosamente, a morale. Ma, al di là di tali spettacolari derive, la sensibilità religiosa toglie al processo di secolarizzazione un potere di monopolio e colloca la cultura secolare diffusa in un universo contraddittorio, che costituisce poi la vera specificità del caso Italia e ne fa un importante luogo di analisi. Per di più è proprio da tale crogiolo di contraddizioni e di convinzioni malferme che comunque nascono e maturano esperienze più profonde e meno riduttive.
Ma c’è di più, ed è forse il dato più contraddittorio e imbarazzante: tale universo non ha alcunché di residuale. Un tramonto di qualsiasi processo culturale che non sfoci nella sua scomparsa non è un tramonto ma qualche altra cosa. A cinquant’anni da L’eclissi del sacro nella civiltà industriale di Sabino Acquaviva, il ritratto dell’ambiguo ed incerto desiderio di Dio nell’Italia contemporanea resta tutto da decifrare e non manca, dopo aver deluso, di continuare a stupire.



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COMMENTI
27/07/2011 - Le crisi passano, la fede resta (claudia mazzola)

Domandiamoci: cosa si vuole da un cattolico? A forza di sentirmi descrivere non mi riconosco più. Il Papa nel libro "Luce del mondo" alla domanda: "Cosa vuole Gesù da noi?" ha risposto: "Vuole che Gli crediamo..."