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LETTURE/ Istruzioni per non soccombere al fascino del niente

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Infine, l’individuo. Il rapporto soggetto-mondo è costitutivo e il dato ha di certo una preminenza. Ma, quasi fuori dalla penna, Esposito non ha dubbi su quale sia il lato da cui egli preferisce avvicinarsi: molto modernamente, la sua filosofia è un’elegia dell’io, del soggetto e della sua individualità. “‘Io’ è la cosa più mia che ci sia – il mio io, la mia coscienza, la mia libertà, la mia azione, i miei pensieri – è la cosa più vicina a me” (143). L’apertura all’altro, anche quando l’altro è Dio, è proprio per la salvaguardia di questo “io”, in tutta la sua gigantesca dimensione. Tanto che l’educazione stessa è legata solo ed esclusivamente alla comunicazione dell’io (28-29).

Sono ovviamente tesi forti, sulle quali ci sarebbe molto da discutere, a cominciare dall’ultima: un “io” che non genera un metodo è un “io” compiuto? E poi: qual è la logica, se c’è, di quel rapporto costitutivo? Che tipo di epistemologia segue a questa ontologia del rapporto costitutivo? È l’individualità occidentale o la comunione della tradizione ortodossa che si trova all’origine dell’io da un punto di vista sociale? Come il rapporto originariocon il dato si traduce in politica, in educazione, in bene per tutti?

Vengono in mente tante domande, e molte di più ne verranno ai lettori, ma è proprio questo inizio di dialogo sincero che segna l’incontro con un vero “io”.

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COMMENTI
02/08/2011 - Una ragione inquieta-Aldo brandirali (paolo intino)

Siamo moderni non solo quando pensiamo alla verità (114), ma anche quando trasferiamo questo pensiero in politica, nelle nostre divisioni tra fondamentalismo e relativismo (115). Suggerirei, a questo proposito, la lettura dell'ultimo e bellissimo libro-testimonianza di Aldo Brandirali:"Vivere sempre intensamente il reale senza rinnegare e censurare nulla" -ed.Pagina 2011-. Infatti, ciò che colpisce in Brandirali, in questo "io" è la sua passione per il vero che lo ha reso curioso e operativo, antiideologico e amante dell'incontro con la realtà. P.Intino

 
28/07/2011 - post-modernità (Vincenzo Mascello)

"Molto modernamente, la sua filosofia è un’elegia dell’io, del soggetto e della sua individualità. “‘Io’ è la cosa più mia che ci sia – il mio io, la mia coscienza, la mia libertà, la mia azione, i miei pensieri – è la cosa più vicina a me” (143). L’apertura all’altro, anche quando l’altro è Dio, è proprio per la salvaguardia di questo “io”, in tutta la sua gigantesca dimensione". Post-modernamente forse salvaguarda il nostro 'Io'('io') solo la ri-scoperta di un 'tu'('Tu') che diventa vicino, anzi più vicino dell''io' stesso, tanto che senza il 'Tu'('tu') neanche l''io'('Io') scopre l''Io'('io'). (Esposito capirà).