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LETTURE/ L’Erode di Lagerkvist, com’è facile distruggere ciò che amiamo

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Duccio di Buonsinsegna, Maestà - La strage degli innocenti  Duccio di Buonsinsegna, Maestà - La strage degli innocenti

Erode se ne innamora. Pur venendo a sapere che Mariamne proviene dalla stirpe dei Maccabei, la cui potenza egli aveva cercato di distruggere, è così diversa dalle tante donne che aveva avuto che la chiede in sposa. Dopo qualche esitazione, a costo di separarsi per sempre dalla sua famiglia, lei acconsente: soddisfa i suoi sensi, ma non riesce ad amarlo; prova per lui solo pietà, eppure lo desidera. A poco a poco si scava tra i due un abisso di estraneità. Erode, che il matrimonio sembrava avere ammansito, ritorna alla vita di prima, tra cortigiane e battaglie. Sempre più diffidente e violento, deluso di sé e della sposa, ordina a un sicario di ucciderla. Ma si pente,  torna al palazzo in tempo soltanto per raccoglierne l’ultimo respiro.

Appare la stella dei Magi. Erode ordina la strage dei santi innocenti. E infine muore, solo, nel palazzo vuoto, abbandonato da tutti i suoi funzionari, sulle labbra il nome di Mariamne.

Un libro breve dalla scrittura scarna, atta a ritrarre le pieghe talvolta inspiegabili dell’anima dell’uomo e della donna.

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