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STORIA/ Perché gli 007 dell’Est non riuscirono a spegnere Radio Europa Libera?

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Sul Ponte Carlo, a Praga (Imagoeconomnica)  Sul Ponte Carlo, a Praga (Imagoeconomnica)

Nel gennaio ’59 “per aumentare l’incertezza e la paura fra i dipendenti”, l’agente “Brada” avrebbe dovuto infilare nello sciacquone di un bagno una bottiglia che esplodendo avrebbe sortito “un devastante effetto sonoro e luminoso”. L’operazione non andò a buon fine perché “Brada” si tirò indietro. L’agente “Jáchym” ricevette l’ordine di appestare gli ambienti utilizzando innocue sostanze maleodoranti. “Jáchym” si mostrò perplesso, ma la centrale ribadì che “scherzi di questo tipo hanno un effetto psicologico su dipendenti e direzione”. Le fialette puzzolenti furono fissate, in modo che si frantumassero, alle porte di tre uffici, ma alla fine se ne ruppe solo una perché entrò in azione la sicurezza interna. Fu poi la volta dell’operazione “Bambola”, quando l’allora console cecoslovacco a Salisburgo passò allo speaker e collaboratore “Alex” due saliere con del sale all’atropina, da sostituire a quelle in uso nella mensa. “Alex”, temendo di nuocere fisicamente a qualche collega, spifferò tutto in direzione.

Finché si giunse al vero James Bond socialista: l’agente “Ulyxes” o “Pley”, alias Pavel Minarík, entrato in Radio sull’onda della Primavera del ’68. Fino al gennaio 1976 “Ulyxes-Pley” passò allo spionaggio materiali e informazioni - spesso inutili - sulla Radio e sull’attività dell’emigrazione. Quando fu richiamato in patria ebbe il suo momento di gloria: fu convocata una conferenza stampa e, alla presenza di numerosi giornalisti, “smascherò il vero volto” di RFE. L’unico attentato vero e proprio fu quello compiuto nel 1981, su richiesta romena, dal gruppo del terrorista “Carlos”.

I programmi di RFE offrivano un’informazione obiettiva e professionale sui paesi dell’Est e sull’URSS, realmente alternativa ai mass media governativi d’oltrecortina; in più, diversamente da altre emittenti occidentali, davano anche notizie locali dimostrando così di disporre di una vasta rete di collaboratori. I programmi erano talmente aggiornati e precisi che le autorità comuniste chiedevano le trascrizioni delle trasmissioni per trarne le informazioni che non potevano ottenere dagli stessi media interni.



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