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STORIA/ Perché gli 007 dell’Est non riuscirono a spegnere Radio Europa Libera?

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Sul Ponte Carlo, a Praga (Imagoeconomnica)  Sul Ponte Carlo, a Praga (Imagoeconomnica)

Il senatore ceco Kroupa ha raccontato come, da ragazzo, avesse sorpreso il padre mentre ascoltava RFE: «“Papà - chiesi - che stazione è?”. Mio padre spense subito la radio, mi mise a sedere in poltrona e con l’indice alzato disse: “Ripeti e impara a memoria: Radio Europa Libera è una stazione sovversiva che mio papà si guarda bene dall’ascoltare”». Kroupa divenne poi radioamatore, e oggi conferma che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: “Alla metà degli anni ’80 apparve sul mercato un apparecchio sovietico sintonizzabile su un’ampia gamma di onde corte, che la gente ribattezzò radio dissenso perché era molto utile per ricevere le stazioni straniere”.

Fra i palinsesti c’era anche l’informazione religiosa, come ha ricordato mons. Graubner, arcivescovo di Olomouc: “Fu un sussidio importante per la mia formazione. Da giovane prete, oltre alla viva comunità dei fedeli, l’ascolto della Radio mi aiutò ad avere opinioni chiare e a mantenere una posizione di fermezza anche in situazioni in cui altri persero l’orientamento”. “Ci sembrava - ha detto la premier slovacca Radicová - che ascoltando quelle trasmissioni il male e l’oscurità rimanesse fuori dal nostro focolare, che diventava così un’isola di libertà”. 



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