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CINA/ La nuova "arma politica" di Pechino contro i dissidenti

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Cina, carri armati in parata (Ansa)  Cina, carri armati in parata (Ansa)

P. Zhang è stato detenuto per quattro mesi e soggetto ad abusi e percosse. Sono anche detenuti, o comunque “scomparsi”, tra gli altri, mons. Su Zhimin vescovo di Baoding, mons. Cosmas Shi Enxiang vescovo di Yixian, p. Lu Genjun vicario generale di Baoding e p. Wang Lifang di Zhengding. Negli ultimi giorni p. Joseph Sun Jigen, destinato ad essere vescovo della diocesi di Handan, nell’Hebei, è stato portato via dalla polizia.

Molti dissidenti, come Liu Xiaobo, Gao Zhisheng, Hang Donfang e altri hanno riscoperto la fede cristiana, che ha risvegliato in loro la coscienza del bene e del male, il valore assoluto della dignità umana e dato forza al loro impegno di difendere i diritti di Dio e dell’uomo. Quella forza dirompente della libertà, intesa ovviamente non come obiettivo per sè ma come mezzo per  arrivare al bene comune del popolo cinese, ci ricorda la lettera di Paolo ai Galati “Cristo ci ha liberati per una vita di libertà”. La situazione in Cina è, infatti, ben diversa da quella che ci vogliono far credere i grandi media e i politici che alimentano ammirazione per la Repubblica Popolare e per il suo Pil in crescita.

Questi signori dimenticano di informarci che la capacità produttiva del paese asiatico è indirizzata ad arricchire una minoranza legata al Partito comunista, mediante le esportazioni a basso costo, spesso, frutto del lavoro forzato e del lavoro minorile dei Laogai. L’inflazione rimane alta, i prezzi aumentano, il mercato interno si restringe, cresce il divario fra i ricchi e i poveri e crescono le decine di migliaia di rivolte popolari contro la corruzione, gli espropri forzati e la repressione. A maggio si sono svolte proteste a causa dell’uccisione di un pastore mongolo da parte di un camionista cinese ed un uomo, infuriato per la demolizione della sua proprietà, si fa esplodere in un ufficio governativo a Funzhou. A giugno vi sono rivolte nel Lichuan a causa della morte di un burocrate che si è opposto a una riassegnazione di terreno, una bomba è esplosa davanti agli uffici governativi di Tianjin e violenti scontri fra e la polizia e lavoratori migranti si verificano nella città di Zengcheng.



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