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CINA/ La nuova "arma politica" di Pechino contro i dissidenti

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Cina, carri armati in parata (Ansa)  Cina, carri armati in parata (Ansa)

Nel frattempo tre dissidenti cinesi, Du Daobin, Zhou Yuanzhi e Liu Xianbin,  portano in tribunale negli USA la CISCO Systems per aver aiutato, tramite la vendita di tecnologia avanzata, la polizia cinese nella repressione dei diritti umani. Ipocrita il doppio ruolo della multinazionale che da una parte dichiara di sostenere la libertà d’espressione, e dall’altra aiuta un regime totalitario nella repressione della stessa libertà. Grazie alla CISCO sono stati infatti arrestati numerosi dissidenti, incluso il premio nobel Liu Xiaobo.

La liberazione di Ai Weiwei e di Hu Jia è semplicemente una delle tante operazioni d’immagine della Cina comunista, ad uso e consumo dei politici occidentali, desiderosi di aumentare il loro “business con Pechino”. Ma questi signori non si illudano. Dalla determinazione di Liu Xiaobo, di Hu Jia e dei dissidenti scaturisce quella forza della libertà che dà coraggio a tanti e fa credere, come afferma Harry Wu, che il regime comunista cadrà nel prossimo futuro. O cambia il sistema politico o il regime comunista capitolerà come 20 anni fa cadde il regime sovietico.



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