BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Quando Cicerone risvegliò la fede in sant’Agostino

Pubblicazione:

Vittore Carpaccio, Sant'Agostino nello studio (1502)  Vittore Carpaccio, Sant'Agostino nello studio (1502)

Ancora molti anni dopo la conversione, Agostino ricorda con gratitudine nella sua opera più famosa e più letta l’ardore giovanile della scoperta di un testo che predispose il suo animo a cercare il vero. Nello stesso tempo rammenta come, lontano ancora dalla fede, egli avesse in sé il criterio con cui giudicare il punto carente dell’insegnamento di Cicerone e di tutto ciò che studiava con passione: Così una sola circostanza mi mortificava, entro un incendio tanto grande: l’assenza fra quelle pagine del nome di Cristo. Quel nome per tua misericordia, Signore, quel nome del salvatore mio, del Figlio tuo, nel latte stesso della madre, tenero ancora il mio cuore aveva devotamente succhiato e conservava nel suo profondo. Così qualsiasi opera ne mancasse, fosse pure dotta e forbita e veritiera, non poteva conquistarmi totalmente.
Sarà ancora tortuoso per Agostino l’approdo alla verità: silenziosa lo accompagna la preghiera di sua madre.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.