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DIBATTITO/ A che serve un'arte che non domanda più niente?

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L'installazione di Maurizio Cattelan alla Biennale di Venezia intitolata "Turisti" (Foto Ansa)  L'installazione di Maurizio Cattelan alla Biennale di Venezia intitolata "Turisti" (Foto Ansa)

Bisogna riconoscere che Jean Clair coglie anche una questione vera: una buona fetta dell’arte di oggi punta su strategie di marketing aggressive, e a volte davvero insopportabili. Maurizio Cattelan, dopo aver annunciato il proprio ritiro in quanto “artista” in diverse interviste, ha invaso la recente Biennale con i suoi piccioni impagliati appollaiati a centinaia nel padiglione ai Giardini. Verrebbe da dire: una presenza di indubbia efficacia, ma pensata per “rubare” la scena.

Dal canto suo Damien Hirst, come ha scoperto Luca Fiore nel suo blog Noname, sta preparando per il 2012 una mostra “globale” che occuperà tutte le sedi della galleria più prestigiosa e potente del mondo (Gagosian gallery), presentando i suoi quadri realizzati componendo dei punti ordinati. Non sono di sicuro le sue cose più interessanti, né tanto meno si tratta di capolavori, ma il New York Times gli ha già dedicato una pagina… E c’è da credere che anche una polemica come quella lanciata da Jean Clair sia ultimamente utile a quelle loro strategie di marketing. In fondo si ritrovano sempre al centro del dibattito mediatico…



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