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LETTURE/ Il “soccorso” di Maria a Dante e Petrarca

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La Madonna di Fatima (Foto Fotolia)  La Madonna di Fatima (Foto Fotolia)

La Madonna è per Petrarca cosa gentile. L’espressione richiama la Vita nuova, in cui Beatrice è denominata cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare. La Madonna dunque, non Laura, è per Petrarca il segno della salvezza.

Dante ottiene per mezzo di Maria la grazia di vedere Dio e, pur nella consapevolezza di non poter ridire l’ineffabile, si dedica all’unico compito che nell’esilio gli è permesso, quello di riferire al mondo, con la voce della poesia, ciò di cui è stato testimone.

Per Petrarca il compito non è quello di colui che ha la vita davanti, ma di chi avverte il peso dell’eternità avvicinarsi:

 

Il dì s’appressa, et non pote esser lunge,

sì corre il tempo et vola,

Vergine unica et sola,

e ‘l cor or conscientia or morte punge.

 

Egli sente vicina la morte e da ferito testimone del suo travaglio personale e di quello del suo tempo, come ultimo atto della propria dignità di uomo, trova il coraggio di chiedere a Cristo, verace homo et verace Dio, che ne accolga lo spirto ultimo in pace.



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