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VERSO IL MEETING/ Perché l’Italia è ancora unita?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Il terzo periodo su cui la mostra si sofferma è quello della Costituente, dove in un’Italia divisa dalle ideologie, imbarbarita e impoverita dai disastri della guerra e della guerra civile, si riuscirà a trovare, con grande buon senso, un comune terreno istituzionale che garantirà i diritti fondamentali non solo dell’individuo, ma dell’uomo che vive in una comunità, in una società, e difenderà il ruolo insostituibile dei corpi intermedi che sono il tessuto portante del vivere civile. Tra luci e ombre, quel periodo tanto controverso, e tanto aspro nelle divergenze ideologiche, garantirà, a conti fatti, una Italia liberale e democratica.

Quasi contemporaneamente agli anni della Costituente e a quelli di poco successivi, l’Italia, con la scelta atlantica e l’aiuto del piano Marshall, ma certo non solo per quello, riuscirà a realizzare quello che è ricordato come il “miracolo economico” italiano, un autentico balzo dalla condizione di Paese povero, anche nell’anteguerra, a Paese che fa il suo ingresso nel gruppo dei sette più ricchi e influenti del mondo. Anche in questo caso si potrà vedere, ed è ben documentato, lo spirito innovativo, la capacità di cambiamento del popolo italiano, il grande realismo e la sua incredibile laboriosità.

Guardando alle vicende degli ultimi anni sembra che questa identità italiana sia andata perduta e la crisi economica, sociale e politica abbia ridotto le capacità degli italiani. Il percorso di questa mostra, attraverso i momenti salienti di questi centocinquant’anni, può essere un aiuto a ricordare che si può ripartire anche dallo spirito che ha animato quei periodi, certamente difficili, ma anche esaltanti per tutti gli italiani.

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COMMENTI
17/08/2011 - poniamoci domande e diamoci risposte (francesco taddei)

17-8-2011 il presidente della provincia di Bolzano annuncia che toglierà dalla segnaletica locale la traduzione in italiano, la lega nord propone scuole di dialetto,i giornalisti e gli italiani in generale infilano nel parlato parole straniere senza saperne il significato ma fanno tanto "global", tra brava gente del nord e brava gente del sud ci si evita come la peste, meritocrazia zero, ruolo internazionale nullo e tanto altro ancora. C'è qualcuno che ancora la vuole l'ITALIA? bisognerà pur chiederselo dopo 150 anni e non soltanto evidenziando gli errori commessi dai savoia prima, fascismo e dc/pc/psi poi, ma anche guardando i risultati ottenuti. per esempio aver raggiunto il settimo più alto tenore di vita del mondo, che abbiamo ancora oggi.

 
16/08/2011 - Una presentazione davvero bella. (Giuseppe Crippa)

Vorrei anch'io ringraziare Gianluigi Da Rold per questa bella presentazione della mostra “150 anni di sussidiarietà” che certamente sarà tra le più frequentate del Meeting ormai davvero prossimo. In precedenti articoli, relativi ad argomenti di ben minore importanza come il calcio ed il ciclismo, avevo notato con disappunto una certa approssimazione e soprattutto una partecipazione molto meno viva. In questo invece, ricco di elementi di riflessione sui contenuti ed anche di spunti sul metodo di lavoro seguito nella gestazione, Da Rold mi fa pensare di essere stato personalmente coinvolto nel lavoro o comunque di averlo studiato attentamente così da sentirlo davvero suo e soprattutto di volerci rendere partecipi con generosità dei frutti di questo impegno. Grazie!

 
16/08/2011 - Un'occasione di grande valore (Gianni MEREGHETTI)

Di grande valore questa mostra sui 150 anni dell'unità d'Italia così ben presentata da Da Rold, un'occasione da non perdere per capire cosa sia veramente successo in questi 150 anni. Ci voleva un documento storico che portasse alla discussione spesso ideologica sull'origine dell'Italia un apporto nuovo, capace di mostrare il filo rosso che ha legato la storia italiana e che ha fatto del popolo il vero protagonista. In questa direzione giusta la sottolineatura di Da Rold sugli anni della Costituente. Tutti in questi mesi hanno parlato di Costituzione, tutti l'hanno esaltata come punto di consistenza dell'unità italiana, ma come ce la presenta Da Rold è una novità assoluta. Mentre il mondo era diviso dalla guerra fredda in Italia accade qualcosa che non accade in nessun altro paese, una collaborazione tra le diverse anime del popolo, quella cattolica, quella social-comunista, quella liberale, una collaborazione che ha portato a redarre una Carta viva, una Carta in cui sono impressi la centralità della persona, i suoi legami sociali, i diritti che lo stato deve garantire perchè vengono prima della sua formazione. E' una sfida interessante quella di questa mostra, perchè accompagna a guardare dentro la storia e a confrontarsi con quanto è successo.