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VERSO IL MEETING/ San Carlo, il cristianesimo semplice che ama il popolo

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Tanzio da Varallo, San Carlo Borromeo comunica gli appestati (1616)  Tanzio da Varallo, San Carlo Borromeo comunica gli appestati (1616)

La sala di avvio della mostra suggerisce un primo accenno di risposta. Si sosta davanti al famoso Digiuno di san Carlo di Daniele Crespi, mentre si ascoltano brani delle più antiche biografie del santo, che sono il commento migliore dell’immagine che si vede con gli occhi. Carlo sta seduto e medita il libro della Parola di Dio, che racconta i fatti e le parole dell’alleanza di Dio con l’uomo, arrivata al suo vertice con l’incarnazione e la passione di Cristo, riscatto del male del mondo che vive nell’attesa di una nostalgia e di un desiderio inappagati. Carlo penitente si nutre di povero pane, di parole di verità che assorbe nel cuore. Le lacrime gli solcano il viso, e di fronte a lui sta il segno materiale della raffigurazione del corpo di Cristo appeso al legno della croce. È davanti alla forza di un dialogo tenero e appassionato tra l’io della persona e il Tu del Dio che si fa incontro all’uomo per abbracciarlo e sostenerlo nel suo cammino, che subito si viene collocati.

Ma in questo rapporto di piena immedesimazione con la certezza di Cristo reso presenza che illumina i passi dell’esistenza Carlo non poté introdursi senza un lavoro dispiegato nella storia intera di una vita. In questo stesso cammino si è invitati a introdursi, come si trattasse di un paragone tra la sua vicenda fuori dall’ordinario e la nostra, pur semplice e modesta, realtà attuale. Se il destino di san Carlo ha preso una piega imprevedibile dentro le circostanze fissate dal suo ruolo di alto principe della Chiesa, le ragioni, il prezzo e il frutto sorprendente che ne sono derivati diventano una scommessa radicale che ancora interpella la nostra coscienza di uomini moderni.

Procedendo nelle varie sezioni della mostra, ci si confronta con alcune delle tappe più significative che hanno fissato, per san Carlo, l’itinerario di una progressiva risalita fino al centro dell’avvenimento cristiano nella sua realtà più semplice, netta e decisiva. Si parte dal soggiorno romano, dalla conversione giovanile al servizio della Chiesa come vescovo, con gli incontri determinanti che accesero in lui un nuovo coraggio e gli indicarono la strada da percorrere, fin dall’inizio unendo lo slancio della pietà più fervida a una cura appassionata del lavoro dell’intelligenza con cui la fede diventa cultura e proposta per tutti. Poi viene il ritorno a Milano e l’inizio della febbrile consacrazione alla missione di pastore per la rigenerazione della vita della Chiesa nel mondo, che i riformatori come san Carlo volevano rendere una casa ospitale e segno attraente della presenza di Dio in mezzo agli uomini.



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