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VERSO IL MEETING/ Da Democrito a Fermi, quel grande "salto" che sfida la ragione

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La mostra sull'atomo presentata al Meeting 2011 (Fotolia)  La mostra sull'atomo presentata al Meeting 2011 (Fotolia)

Nel tempo, l’accumularsi di osservazioni, esperimenti, sviluppi teorici, e la loro condivisione tra gli scienziati, costruiscono una rete sempre più robusta di fattori convergenti su un punto sintetico, finché, ad un certo momento, diventa irragionevole dubitarne.

Il tema della certezza nella conoscenza scientifica mette in discussione la concezione di ragione che tacitamente ciascuno assume e svela una sorta di schizofrenia di cui a volte soffriamo. Da una parte si ritiene che la scienza detenga lo scettro della certezza: se non è dimostrato scientificamente, si dice, non possiamo esserne certi; dall’altra, si esalta il dubbio come chiave della mentalità scientifica: non possiamo mai dirci certi di nulla perché domani ci potrebbe essere un esperimento in grado di smentire la nostra ipotesi.

Eppure oggi nessun uomo ragionevole dubiterebbe che la materia è strutturata in atomi: questa certezza non è la conseguenza di una singola dimostrazione, che potrebbe essere smentita, ma dell’accumularsi di indizi, secondo un processo di verifica proprio non solo alla scienza ma a ogni forma di conoscenza.

La capacità dell’uomo di acquisire conoscenze certe è un fatto impressionante. Attraverso un cammino fatto di tentativi, smentite, contraddizioni, sconfitte ed entusiasmi, la conoscenza può giungere alla certezza. La fragilità e complessità di questo percorso mette ancor più in risalto quanto indomabile e misteriosamente efficace sia quella tensione al vero che abita in noi.



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