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CHESTERTON/ Alison Milbank: impariamo la certezza di padre Brown

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G.K. Chesterton  G.K. Chesterton

Viene spesso asserito che la gente legge i polizieschi per avere un senso di sicurezza: tutto va bene nel mondo e, alla fine, l’ordine morale continua a dominare. Le storie di Padre Brown di Chesterton, tuttavia, portano il lettore attraverso la stessa buia notte di dubbio degli articoli della Summa. Si comincia con una situazione, il crimine, che sembra impossibile e che costringe a una domanda. Dopodiché subentra il dubbio, perché i vari personaggi della storia propongono risposte differenti. Alla fine, come Tommaso con il suo”Io dico che…”, Padre Brown espone la propria soluzione del problema, e questa risponde a tutte le obiezioni.  

In “L’uomo invisibile”, un uomo sparisce da un edificio sotto sorveglianza e il suo assassino lascia una scia di impronte, e tuttavia nessuno è entrato, né uscito. Questa situazione ci lascia in una notte buia di estremo dubbio e incertezza. Che tipo di mondo potrebbe produrre una situazione così impossibile? Come consueto nelle storie di Padre Brown, sono i materialisti che perdono la ragione e finiscono in una spiegazione soprannaturale. Ci vuole il prete per trovare una risposta prosaica e suggerire il postino. Con il suo sacco di lettere, la sua presenza è così normale da passare inosservata e renderlo come invisibile, non visto come una persona dai sorveglianti.

L’effetto di questa storia non è di rilassarci una volta che sappiamo la soluzione del mistero. Il peso del mistero, l’atmosfera di sospensione della certezza non svaniscono. Piuttosto, guardiamo chi ci porta le lettere in un modo nuovo. Il mondo è più , e non meno, meraviglioso e misterioso di prima. Abbiamo la certezza, ma questa arriva con una inesauribile profondità che apre alla conoscenza e non chiude all’esplorazione, come fa invece il fondamentalismo moderno.

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