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LETTURE/ Cartabia: c’è un’esperienza che risolve la "guerra" dei diritti

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Segue un dialogo di impronta comparatistica tra Lorenza Violini e Paolo Carozza sui diversi modelli giuridici dell’Europa continentale e del sistema americano. Due modi diversi di rispondere alla medesima esigenza di giustizia, che bene dimostra come l’esistenza di una comune esperienza umana non sia antitetica al pluralismo delle culture, come affermava chiaramente don Giussani: “questa esperienza elementare […] è sostanzialmente uguale in tutti, anche se poi sarà tradotta, realizzata in modi diversissimi, apparentemente persino opposti”. Infine, un capitolo sui diritti individuali. Da dove nasce l’attuale proliferazione dei diritti soggettivi? Quale l’esigenza a cui essi vorrebbero rispondere? C’è un ideale profondo alla radice dei diritti umani e del loro moltiplicarsi, ed è l’aspirazione alla giustizia che abita il cuore umano. Il nodo problematico che è all’origine della confusione da cui deriva l’incontenibile proliferazione di diritti è l’erronea convinzione che maggiore è il numero dei diritti più vicina è la meta della giustizia e che minori sono i limiti ai diritti, più vicina è la realizzazione della giustizia. Ma diritti illimitati nel contenuto e nel numero sono esposti a una degenerazione utopistica, dimentichi come sono che l’esigenza di giustizia che ogni uomo sperimenta è di natura infinita. Nell’insieme, il libro pone un’opzione di metodo fondamentale, suggerendo che alla base di molti degli enigmi giuridici del nostro tempo si ponga una questione che è anzitutto di natura antropologica.



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