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TEMA MEETING/ E l’esistenza diventa una immensa certezza

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Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1600-1601)  Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1600-1601)

Come ci è stato ricordato nel Messaggio di saluto di Benedetto XVI al Meeting di quest’anno, «L’uomo non può vivere senza una certezza sul proprio destino. “Solo quando il futuro è certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente”. […] “Il fatto che questo futuro esista, cambia il presente; il presente viene toccato dalla realtà futura, e così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future”»(22). Anche in questo caso  Cristo permette all’uomo una possibilità di esistenza altrimenti sconosciuta, cioè quella della speranza nel futuro che nasce dalla certezza presente: «Egli è l’eschaton già presente, colui che fa dell’esistenza stessa un avvenimento positivo, una storia di salvezza nella quale ogni circostanza rivela il suo vero significato in rapporto all’eterno».

Per questo la certezza è riservata a chi non cessa di domandare; ma si può continuare a domandare il perché di se stessi e del mondo, solo domandando a Qualcuno che con la sua presenza desta il mio desiderio di essere, cioè di conoscere e di amare. È quella scoperta di cui una volta ha raccontato Dante, quando dice di aver intravisto negli occhi di Beatrice un nutrimento che non fa mai finire la fame o estinguere la sete, anzi, è tale da ridestarle di continuo:

 

«Mentre che piena di stupore e lieta

l’anima mia gustava di quel cibo

che, saziando di sé, di sé asseta»(23).

 

NOTE

 

1. Si tratta del “Festival di Filosofia” tenuto a Modena, Carpi e Sassuolo dal 17 al 19 settembre 2010 sul tema “Fortuna”. L’intervento di Z. Bauman era stato parzialmente anticipato sul quotidiano «la Repubblica» del 16 settembre 2010 con il titolo: La società dell’incertezza, trad. di D. Francesconi, pp. 46-47, da cui citiamo.

2. Bauman ha approfondito questa analisi, tra gli altri luoghi, soprattutto in Liquid Fear, Polity Press, Cambridge 2006, trad. it. di  M. Cupellaro, Paura liquida, Laterza, Roma-Bari 20084.

3. Cfr. U. Beck, I rischi della libertà. L’individuo nell’epoca della globalizzazione, ed. italiana a cura di S. Mezzadra, trad. di L. Burgazzoli, il Mulino, Bologna 2000. Ma si vedano anche: Ch. Lasch, L’io minimo. La mentalità della sopravvivenza in un’epoca di turbamenti, trad. it. di M. Cornalba, Feltrinelli, Milano 1985 (ultima ed. 2010) e M. Benasayag/G. Schmit, L’epoca delle passioni tristi, trad. it. di E. Missana, Feltrinelli, Milano 2004 (ultima ed. 2011).

4. S. Natoli, Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano 2010, p. 136.

5. Ibidem, p. 141.

6. Cfr. F. Remotti, Contro natura. Una lettera al Papa, Laterza, Roma-Bari 2008, pp. 207 e 211.

7. Aurelius Augustinus, Confessionum libri tredecim / Le confessioni, testo latino dell’ed. Skutella riveduto da M. Pellegrino, trad. it. e note di C. Carena, Citta Nuova (“Nuova Biblioteca Agostiniana”), Roma 1993, in part.  X.20.29-X.23.33.

8. «…hinc necessario sequi, non me solum esse in mundo»: R. Descartes, Meditationes de prima philosophia, III, ed. Adam-Tannery, vol. VII, p. 42; trad. it. (qui modificata) di I. Agostini, Meditazioni di filosofia prima, in Opere 1637-1649, testo francese e latino a fronte, a cura di G. Belgioioso, Bompiani, Milano 2009, p. 737.

9. «…nam contra manifeste intelligo plus realitatis esse in substantia infinita quam in finita, ac proinde priorem quodammodo in me esse perceptionem infiniti quam finiti, hoc est Dei quam mei ipsius. Qua enim ratione intelligerem me dubitare, me cupere, hoc est, aliquid mihi deesse, et me non esse omnino perfectum, si nulla idea entis perfectioris in me esset, ex cujus comparatione defectus meos agnoscerem?»: Descartes, Meditationes de prima philosophia, ed. Adam-Tannery, vol. VII, pp. 45-46; trad. it. cit. (qui modificata), p. 741.

10. «Nicht die Wahrheit, in deren Besitz irgend ein Mensch ist, oder zu sein vermeint, sondern die aufrichtige Mühe, die er angewandt hat, hinter die Wahrheit zu kommen, macht den Wert des Menschen. Denn nicht den Besitz, sondern durch die Nachforschung der Wahrheit erweitern sich seine Kräfte, worin allein seine immer wachsende Vollkommenheit bestehet. Der Besitz macht ruhig, träge, stolz»: G.E. Lessing, Anti-Goetze: Eine Duplik (1778) in: Werke, Bd. 8, Hanser, München 1979, pp. 32-33; trad. it., Una controreplica, in Id., Religione e libertà, a cura di G. Ghia, Morcelliana, Brescia 2000, p. 33.

11. D. Marconi, Per la verità. Relativismo e filosofia, Einaudi, Torino 2007, p. 44.

12. «So behalten denn auch jene Philosophen recht, die dem Adepten, der zögernd und ratlos vor dem Problem der Wahrheit setzt, den Rat erteilen, sich erst in den Strom hineinzustürzen, um Leib an Leib mit der Welle zu erfahren, was Wasser ist und wie man darin vorankommt. Wer diesen Sprung nicht wage, werde nie erfahren, was schwimmen heißt, und so werde auch, wer den Sprung in die Wahrheit nicht wage, niemals die Gewißheit ihrer Existenz erlangen. Dieser erste Akt des Glaubens, des sich hingebenden Vertrauens sei keineswegs irrational, sondern die schlichte Vorbedingung dafür, sich der Existenz des Rationalen überhaupt zu vergewissern». H.U. von Balthasar, Theologik, Bd. 1: Wahrheit der Welt, Johannes Verlag, Einsiedeln 1985, p. 13; trad. it. di G. Sommavilla, Verità del mondo, vol. 1 di Teologica, Jaca Book, Milano 1989, p. 29.

13. «Wie der Schwimmende immer schwimmen muß, um nicht unterzugehen, obwohl er es vielleicht zu immer größerer Meisterschaft in der Schwimmkunst gebracht hat, […] und so muß schließlich auch der Erkennende täglich neu die Frage nach dem Wesen der Wahrheit stellen, ohne deswegen ein unfruchtbarer und zerstörerischer Zweifler zu sein»: von Balthasar, Theologik, Bd. 1: Wahrheit der Welt, cit., p. 14; trad. it. cit. (qui modificata), p. 29. 

14. «…dicitur cogitare magis proprie consideratio intellectus quae est cum quadam inquisitione, antequam perveniatur ad perfectionem intellectus per certitudinem visionis» Thomas de Aquino, Summa theologiae, IIª-IIae, q. 2, art. 1, co (trad. it. a cura dei Domenicani italiani, La somma teologica, testo latino dell’ed. leonina a fronte, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1985).

15. «Et ideo assensus hic accipitur pro actu intellectus secundum quod a voluntate determinatur ad unum»: Thomas de Aquino, Summa theologiae, IIª-IIae, q. 2, art. 1, ad 3.

16. «Assent on reasoning not demonstrative is too widely recognized an act to be irrational, unless man’s nature is irrational, too familiar to the prudent and clear-minded to be an infirmity or an extravagance. None of us can think or act without the acceptance of truths, not intuitive, not demostrated, yet sovereign. If our nature has any constitution, any laws, one of them is this absolute reception of propositions as true, which lie outside the narrow range of conclusions to which logic, formal or virtual, is tethered»: J.H. Newman, An Essay in aid of A Grammar of Assent, ed. by I.T.Ker, Clarendon Press, Oxford 1985, chap. VI, § 1/5, p. 118; trad. it. (qui modificata) di M. Marchetto, Saggio a sostegno di una grammatica dell’assenso, in Id., Scritti filosofici, testo inglese a fronte, Bompiani, Milano 2005, pp. 1143-1145.

17. «…and he, in faith on her word, might give his assent to such a proposition, – not, that is, to the line itself which he had got by heart, and which would be beyond him, but to its being true, beautiful, and good»: Newman, An Essay in aid of A Grammar of Assent, cit., pp. 17-18; trad. it. cit., p. 877.

18. «Her veracity and authority is to him no abstract truth or item of general knowledge, but is bound up with that image and love of her person which is part of himself […]. Accordingly, […] he would not hesitate to say […] that he would lay down his life in defence of his mother’s veracity»: Newman, An Essay in aid of A Grammar of Assent, cit., p. 18; trad. it. cit., p. 879.

19. «If we feel hot or chilly, no one will convince us to the contrary by insisting that the glass is at 60°. It is the mind that reasons and assents, not a diagram on paper»: Newman, An Essay in aid of A Grammar of Assent, cit., p. 119; trad. it. cit. (qui modificata), pp. 1145-1147.

20. «Certitude […] is the perception of a truth with the perception that it is a truth»: Newman, An Essay in aid of A Grammar of Assent, cit., chap. VI, § 2/3, p. 129; trad. it. cit., p. 1175 (corsivo nostro).

21. L. Giussani, Il cammino al vero è un’esperienza, Rizzoli, Milano 2006, p. 109.

22. Cfr. Benedetto XVI, Enciclica Spe salvi, nn. 2 e 7.

23. Purgatorio, XXXI, vv. 127-129.



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