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IDEE/ Barcellona: così le nostre illusioni hanno "ucciso" l’Imprevisto

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

La spasmodica ricerca della connessione informatica è segno della paura di non esistere se non si è in una costante comunicazione con gli altri, e tuttavia da questa connessione non si trae alcuna assicurazione della propria esistenza anzi, al contrario, si cerca di aumentare continuamente il contatto episodico. In definitiva, sembra che oggi, per acquisire il senso della propria esistenza, bisogna vivere in un contesto di connessioni che ti assicurano costantemente del tuo stare al mondo.

A mio parere la ricerca spasmodica di conferme esterne su cui fondare la propria esistenza è un sintomo della rimozione nell’esperienza quotidiana e nella formazione della personalità di ciascuno della inevitabile presenza dell’Ignoto e del Misterioso.

L’Ignoto e il Mistero sono stati elementi costitutivi della formazione spirituale e delle pratiche delle società che hanno preceduto l’attuale contemporaneità. L’Ignoto e il Mistero sono stati anzi i fattori decisivi della crescita delle persone, giacché, attraverso di essi è stato possibile per ciascuno sperimentare l’esistenza di limiti alla nostra volontà di potenza e di una Trascendenza che si sottrae al nostro controllo e alla nostra manipolazione. In tutte le società in cui la percezione dell’ignoto e del misterioso è stata presente, la formazione della personalità è stata in gran parte determinata dalla capacità di accettare la limitatezza delle proprie azioni e l’insufficienza della propria intelligenza a fornire spiegazioni assolute dei fenomeni del mondo esterno.

L’esperienza dell’oscurità di ciò che ci sta di fronte è stato lo stimolo tradizionale ad assumerci la responsabilità consapevole delle difficoltà con cui siamo costretti a fare i conti. L’Ignoto e il Mistero sono stati sempre la via attraverso la quale gli esseri umani si sono trovati di fronte al Sacro come “l’indisponibile ad ogni volontà umana”. Oggi, viceversa, viviamo nel tempo del traducibile e dell’utilizzabile, cosicché l’intraducibile e  l’inutilizzabile sono diventati elementi negativi. Tutto ciò che è invisibile, in quanto spirito, fede e divinità, è considerato espressione di una concezione arretrata e passatista. Di fronte ai limiti che le nostre conoscenze incontrano si è formata l’illusione onnipotente di poterle annullare, e tutto ciò che appariva non raggiungibile dall’intelligenza oggi viene consegnato al progresso scientifico che prima o poi ne darà una spiegazione esauriente.



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